La vicenda della famiglia Bailoni: frutto della cattiva gestione delle politiche sociali e di una classe politica mediocre

Ci risiamo. Ecco che balza alla cronaca un’altra vicenda frutto della cattiva gestione delle politiche sociali da parte della classe politica mediocre che purtroppo ci ritroviamo.Il caso è quello della famiglia Bailoni che vittima di un impiegato disonesto della Comunità di Valle della Valsugana, oggi si ritrova a dover restituire gli assegni di mantenimento erogati per ben sei anni a favore della figlia tetraplegica. Questa non è solo la storia della famiglia Bailoni, ma anche quella di circa 200 famiglie che si ritrovano a vivere lo stesso dramma.

Già perché questo impiegato disonesto, condannato anche in appello a 4 anni e 8 mesi, faceva ottenere l’assegno di mantenimento anche a chi non aveva tutti i requisiti per ottenerlo, incassando ovviamente una tangente per il “servizio”. Tante sono quindi le famiglie con a carico disabili che si sono affidate a questo dipendente pubblico, convinte di essere assistite in maniera regolare e sicura. Incredibile ! Chi è che doveva controllare?

Ma se dobbiamo parlare di disonestà e scorrettezza – permettetemi di aprire una piccola parentesi -, mi rivolgo a tutte quelle persone, appartenenti ad una forza politica che si appresta a governare questo paese, che parlano (nello specifico sparlano) sulla questione dei vaccini, approfittando in maniera scorretta del malessere di tutti quei genitori che si apprestano a vaccinare obbligatoriamente, secondo il decreto Lorenzin, i loro bambini, solo e soltanto per una manciata di voti. Vi dovete vergognare! Noi di Agire non facciamo le solite promesse di una classe politica ormai morta, evidentemente qualcuno sì e comunque questo argomento verrà approfondito in un secondo momento. ‘Promesso’.

Oggi, molte famiglie come i Bailoni si trovano costrette non solo a dover restituire ingenti somme, ma anche a dover ricominciare in un certo senso da zero, dopo aver regolato la propria vita in funzione dell’assegno di mantenimento che garantiva comunque una certa stabilità alle stesse. Come cittadino e come attivista e responsabile del gruppo di lavoro (Sanità e Politiche Sociali) di Agire per il Trentino mi ritengo indignato da questa vicenda. E sono proprio casi come questo a spingermi ancora di più a strutturare un programma di Agire per le provinciali del 2018 che non solo punti a rivedere le politiche sociali, ma anche alla valorizzazione dei cittadini portatori di handicap. Del resto il cittadino all’interno del progetto politico di Agire è sempre in primo piano. E la lotta alla corruzione, insieme alla promozione di maggiori controlli, sono un punto cardine del nostro lavoro sul territorio.

Indignato lo è anche un altro nostro attivista, Pasquale Oppedisano, disabile in carrozzina che vive ogni giorno in prima persona le difficoltà legate alla burocrazia opprimente. Problemi di un alloggio che non arriva mai e i soldi di una pensione talmente misera che non basta neanche a pagare l’affitto.

Il nostro Pasquale va avanti grazie all’indennità di accompagnamento, soldi che servono per andare avanti, soldi che servono, non solo per le varie necessità legate alla disabilità, ma soldi che servono anche e soprattutto per pagare le bollette, gli stessi soldi che la famiglia Bailoni dovrà restituire per colpa di una burocrazia che negli ultimi anni ha messo in ginocchio tante brave persone che devono accudire i propri cari. Si tratta di un’impresa non facile, soprattutto perché il nostro obiettivo non è solo quello di stilare un programma efficiente “sulla carta”, ma di mettere in piedi un progetto concreto che faccia la differenza, non è una promessa (come fanno tutti) ma una sfida che vorremmo vincere, non per le nostre smanie di grandezza ma per il benessere dei cittadini.

Agire per il Trentino in questo senso si è sempre distinta, basti pensare che il nostro consigliere provinciale Claudio Cia, durante l’ultimo anno, ha destinato ben 14 mila euro alla famiglie in difficoltà, una goccia nel mare credetemi. Ed è proprio sulla base di quest’azione concreta che si snoda il nostro programma per le politiche sociali.

Gian Piero Robbi – Responsabile dell’Ufficio Stampa e Comunicazione di Agire per il Trentino

Pasquale Oppedisano – Agire per il Trentino – Coordinamento di Trento

Esito dell'Iniziativa

 

Comunicato di Gian Piero Robbi – Responsabile dell’Ufficio Stampa e Comunicazione di Agire per il Trentino – e Pasquale Oppedisano – Coordinamento di Trento -, inviato ai media locali il 10 giugno 2017.

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: La restituzione degli assegni di mantenimento, Agire: «una triste vicenda frutto della cattiva gestione delle politiche sociali e di una classe politica mediocre»

 

 

 

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