Quella volta in cui un valligiano arrabbiato salì alla corte dell’essere umano

Triste vedere come nessun giornale abbia commentato le parole del consigliere Paolo Ghezzi affidate ai social a seguito della morte del sen. Enzo Erminio Boso.

Triste soprattutto perché, grazie ai suoi post della giornata di ieri, l’essere umano ha gettato la maschera rivelando il vero volto della sinistra del giorno d’oggi.

Alle ore 0.06 Paolo Ghezzi cita Fabrizio De Andrè: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” frase che sottolinea come solo a partire da chi ha vissuto la difficoltà della vita (come ad esempio chi abita nelle nostre valli) si possa costruire un futuro migliore, salvo poi affermare che Boso era il “prototipo del valligiano arrabbiato” sottolineando come tutti i valligiani (compresi quindi anche quelli che hanno sostenuto Futura2018 e che gli permettono di sedere in Consiglio), nella sua distorta visione del mondo, siano esseri inferiori rispetto ai “zitadini” come lui. Sorvolo invece sul commento che dovrebbe spiegare l’illuminato pensiero del Ghezzi, citando dalle risposte “quando se dis che el tacon l’è pezo del bus”.

Oltre a questo, nel corso della sua giornata, il consigliere Ghezzi ritorna sull’annosa questione, che rivela le molteplici contraddizioni all’interno della sinistra di oggi, delle vite degne di essere vissute (quelle dei migranti, degli intellettuali di sinistra, ecc…) e quelle indegne di essere vissute (quelle dei feti abortiti, degli italiani che faticano ad arrivare a fine mese, dei valligiani arrabbiati, ecc…).

In buona sostanza la sinistra odierna tende a definire “divisivo” l’atteggiamento del centrodestra ma, a conti fatti, riesce a fare ancora di peggio. Consigliere Ghezzi, come ebbe a dire un altro valligiano arrabbiato, il consigliere Domenico Fedel: “Ci rivedremo a Filippi, che non è un cognome di Albiano ma una località della Macedonia”!

Michael Moser – Coordinatore AGIRE per il Trentino Valle di Cembra

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