Un nuovo arresto nella demolizione del complesso ex-Anmil

Sembra non esserci fine all’annosa vicenda ex-Anmil a Rovereto. Dopo che la Giunta provinciale ne aveva deliberato l’abbattimento e la bonifica, – già bloccati questa primavera col pretesto che non si doveva turbare la tranquillità degli uccelli -, ora spunta l’intoppo di una specie rara di volatile che nidificherebbe fra le rovine dell’edificio fatiscente. Nulla da fare: con il pretesto della obbligata “sensibilità verso il proprio patrimonio faunistico, naturalistico e paesaggistico”, il mio ordine del giorno rimane carta straccia, così come rimane aria fritta l’accordo che era stato sottoscritto nel settembre 2015 fra Provincia, Comune e Patrimonio del Trentino consistente nella demolizione integrale.

Duole constatare che vi è una radicata prassi istituzionale consistente nel rimangiarsi la parola data e nel tradire la nostra fiducia. Si rassegneranno i cittadini roveretani: secondo l’assessore all’urbanistica Maurizio Tomazzoni (entusiasta ed ottimista) dovremo attendere altri due o tre, al massimo sei mesi, il tempo necessario per attuare le precauzioni necessarie a non arrecare danno all’uccello. Nel frattempo è stata avanzata da parte di Patrimonio del Trentino, società a partecipazione provinciale proprietaria della struttura, una proposta per salvare almeno una parte degli edifici, quella meno compromessa dall’incuria.

Il governatore Ugo Rossi dichiarò: “si tratta di uno dei primi esempi di applicazione della nuova Legge per il governo del territorio: grazie a un accordo fra Provincia, Comune e Patrimonio del Trentino abbiamo raggiunto un risultato importante, che è quello della demolizione di una struttura che non ha più il suo valore intrinseco”. Lasciamo ai lettori l’assai facile compito di trarne le conclusioni. Una sola considerazione ci teniamo però a farla: proviamo grande dispiacere per come la nostra autonomia venga male utilizzata, la nostra ipocrisia è una barzelletta di fronte al resto d’Italia, e Striscia la Notizia avrà un motivo in più per farci ancora visita: eh sì, sarebbe la terza volta.

Tutto ciò premesso,

si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

1. senza ambiguità e senza appellarsi a variabili volatili, quando avranno inizio i lavori, a quanto ammontano i costi di demolizione, a quanto ammontano i costi di bonifica del suolo e quanto era stato in passato preventivato per gli stessi lavori;

2. come è possibile che un edificio considerato fatiscente ed irrecuperabile per l’avanzato stato di abbandono sia diventato dal 2015 al 2016 magicamente fruibile in una sua parte, indicando in tal caso se esistano perizie tecniche che abbiano riformato le intenzioni dei soggetti coinvolti nella vicenda, quali sono i loro autori, quali parametri hanno adoperato e qual è il contenuto della valutazione prodotta.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta

Consigliere provinciale AGIRE

Esito dell'Iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 29 agosto 2016, in attesa di risposta. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione 3490/XV

 

 

 

L’articolo pubblicato sul “Trentino”: Un uccello raro “salva” l’ex Anmil

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*