Tragedia di Genova, Peruzzini (AGIRE): “Si cominci a fare, anche per legge, un serio censimento dello stato di salute di tutte le opere.”

Agire si stringe con profondo dolore sia alle vittime e sia alla popolazione basita di Genova, triste teatro di una tragedia dovuta al crollo di un imponente e importante ponte autostradale.
Starà ai magistrati e alle successive indagini stabilire chi avrà responsabilità di questa faccenda. Affranti da tutto questo e attoniti davanti alle immagini della televisione, non possiamo nel frattempo non porci degli interrogativi.
Uno dei principali in particolar modo verte su come sia lo stato di salute di opere simili presenti in tutto il territorio non solo nazionale, ma anche nostrano visto che una moltitudine di queste infrastrutture sono state edificate con tecniche e con materiali simili, soprattutto cementizie.
Tutte queste risultano dunque essere destinate nel tempo ad una inesorabile consunzione, più rapida di quanto allora si pensasse, soprattutto se non vengono opportunamente sistemate e trattate con periodiche manutenzioni, tanto da portare come si è visto al cedimento strutturale delle opere stesse.
Purtroppo la stragrande maggioranza di queste strutture sono state costruite tra gli anni cinquanta e settanta sullo slancio della ripresa economica post-bellica, e l’utilizzo massiccio di materiali accessibili e ritenuti di lunga durata alla fine si è dimostrata oramai una soluzione avventata. Constatando da una serie di tragici incidenti simili (vedi crolli di cavalcavia e ponti in altre strade) registrati in pochi anni che evidentemente segnano il limite di durata e di tenuta di sicurezza, anche a Trento più volte abbiamo segnalato come per esempio la nostra tangenziale e in altri cavalcavia si presentino oramai evidenti segni di usura e degrado che andrebbero costantemente monitorati e risistemati, e nel caso estremo demoliti per essere riprogettati con standard e tecniche moderne (onde anche evitare una spesa di mantenimento superiore al lavoro di manutenzione).

Suggeriamo di cominciare a fare anche per legge un serio censimento dello stato di salute di tutte le opere principali, da inserire in un apposito registro pubblico e con una certificazione che ne qualifichi la completa sicurezza e tenuta. Occorre anche cominciare ad inserire eventuali sensori che segnalino eventuali cedimenti, oltre che ricalcolare la stabilità aggiornandola secondo i nuovi flussi veicolari e ai carichi più pesanti che oramai circolano sulle nostre strade.

Paolo Peruzzini – Agire per il Trentino

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