Ticket sanitari: Provincia inutilmente autonoma se fa cassa sui più deboli

Negli ultimi cinque anni per volontà della politica sono quintuplicate le entrate per ticket per il pronto soccorso tanto da far prelevare dalle tasche dei cittadini 4 milioni e mezzo finiti nelle casse del servizio sanitario. Si era detto che il ticket era funzionale a scoraggiare quanti si rivolgevano al pronto soccorso per fruire immediatamente di una o più prestazioni specialistiche non urgenti, scavalcando l’iter ordinario della prescrizione presso il medico di base. A conti fatti però i codici bianchi non sono diminuiti e ora, non contenta, la Giunta provinciale ha creato nuove opportunità per fare cassa: puerpere, malati cronici, o con malattia invalidante o rara, dovranno pagare anche loro un balzello.

L’assessore Zeni ricorda tanto una figura evangelica di nome Zaccheo prima della conversione, un capo dei pubblicani e un ricco viziato che non conosce le fatiche del vivere di tutti i giorni; un appaltatore benestante che riscuote tasse dalla povera gente per conto di terzi. Egli ha fatto carriera. Oggi lo scenario e gli attori sono diversi ma la logica è la stessa: infierire sulla povera gente.

All’Assessore Zeni, al presidente Rossi e ai compagni che importa? A loro queste disposizioni non cambiano nulla perché a differenza dei comuni cittadini, hanno il privilegio di godere dei benefici/rimborsi di una polizza pagata dalla regione che prevede la copertura h 24 degli infortuni che gli stessi subiranno nell’esercizio della attività connesse al mandato istituzionale, nonché per i rischi professionali ed extra professionali nell’ambito della vita privata. Insomma, codice bianco, verde, giallo o rosso loro non ci perdono mai.

Mentre da diversi anni la sanita trentina è depotenziata con ogni sorta di tagli ai servizi e ai cittadini vengono imposti nuovi costi per poter accedere alle prestazioni sanitarie di base, la provincia si diletta in bizzarre operazioni come, ad esempio, l’acquisizione di terreni a Mattarello per la costruzione di caserme mai costruite ma già costate 34,7 milioni di euro, ovvero l’equivalente di 34 anni di ticket. Se questo è amministrare, non meravigli se sempre più Trentini riconoscano che la nostra è una Provincia inutilmente autonoma, perché avere l’autonomia speciale e non metterla a frutto o farla pagare ai più deboli è peggio che non averla.

Cons. Claudio Cia – AGIRE

L’articolo sul quotidiano “L’Adige” del 22 agosto 2016:

Ticket, si vuole infierire sui più poveri

Esito dell'Iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 21 agosto 2016.

 

L’articolo pubblicato su “L’Adige”: Ticket, dal 2010 introiti quintuplicati

 

L’articolo pubblicato su “La Voce del Trentino”: L’Autonomia di Rossi e Zeni, fare cassa con i più deboli

 

 

 

Vedi anche l’articolo pubblicato su “L’Adige online” il 6 agosto 2016: Pronto soccorso: accessi costanti in Trentino

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