Tagli al Pronto Soccorso S. Chiara, il problema parte da lontano

Ha ragione il primario dell’unità operativa di medicina d’urgenza e pronto soccorso Claudio Ramponi quando afferma che la situazione attuale del Pronto Soccorso del Santa Chiara è “figlia di errori risalenti nel tempo, tuttavia la mia analisi differisce per quanto riguarda questi errori.

È pur vero che stiamo pagando una mancata programmazione a livello nazionale del turnover dei medici, ma per quanto riguarda il nostro territorio, tutto è iniziato quando si è deciso che i cittadini potessero accedere alle visite del medico di medicina generale (meglio conosciuto come medico di famiglia) su appuntamento. Questo, se da un lato doveva essere finalizzato alla creazione di un “tempo di qualità” che il medico metteva a disposizione del singolo cittadino, ha portato alla situazione attuale, in cui ormai molti medici di base visitano solo su appuntamento e derogano a questa regola solo in casi di estrema urgenza portando i cittadini a rivolgersi inevitabilmente al pronto soccorso.

Bisogna sottolineare inoltre come l’eccesso di burocrazia occupi ormai gran parte delle attività del sanitario, tanto che ormai abbiamo dei medici bravissimi nel compilare la modulistica richiesta dall’A.p.s.s. ma che non hanno tempo per effettuare un esame obiettivo del paziente.

Oltre a questo è da evidenziare il fatto che il depotenziamento degli ospedali periferici, compreso i rispettivi pronto soccorsi, e la carenza di medici di guardia sul territorio, decisamente non hanno aiutato.

Io credo che non si possa pretendere che il cittadino, in un momento di emergenza, sia in grado di comprendere se il suo problema sanitario sia ascrivibile al codice bianco, verde, giallo o rosso e quindi esso lo apprende solo nel momento in cui si rivolge ad un medico.

Per risolvere i problemi del Pronto Soccorso S. Chiara, come ho già sottolineato nel programma per le elezioni provinciali 2018 di AGIRE per il Trentino, credo sia necessario una maggior valorizzazione del medico di medicina generale – sia in termini di competenze che di materiale in dotazione – oltre che un ripristino ed uno sviluppo delle figure dei medici di guardia e degli ospedali periferici.

Cons. Claudio Cia
Segretario Politico di AGIRE per il Trentino

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