Il sondaggio di AGIRE sulla percezione della qualità della sanità trentina.

Secondo la valutazione dei trentini, la politica sanitaria attuata nel corso degli ultimi anni in provincia di Trento raggiunge la sufficienza, guadagnandosi una media di 6,98 su una scala da zero a dieci. È quanto emerge da un’indagine specifica sulla percezione che i cittadini hanno della sanità provinciale, commissionata da AGIRE per il Trentino e presentata ieri dal consigliere provinciale Claudio Cia insieme ai colleghi Alessandro Savoi, capogruppo della Lega, e Giacomo Bezzi di Forza Italia.

«In generale i cittadini valutano molto positivamente il lavoro degli operatori sanitari – ha spiegato Cia- segno che a determinare la qualità dei servizi non sono le strutture, ma il contributo dei singoli lavoratori. Questa indagine è stato un vero e proprio confronto con i cittadini, che hanno potuto dire la loro, facendo emergere numerosi malumori».

Primo tasto dolente, la riapertura dei punti nascita, chiesta con forza dal 60,5% dei trentini, specialmente nelle aree del Primiero, Giudicane, Valsugana e valle di Fassa. Ben il 77,4% dei cittadini è inoltre fortemente deluso dal taglio del numero delle guardie mediche, che vorrebbe ripristinate. «In generale – prosegue Cia – emerge l’esigenza di vedere potenziata l’assistenza sanitaria territoriale, il 57% dei trentini ne è convinto». Un’altra critica piuttosto aspra investe i tempi di attesa per ottenere una prestazione ambulatoriale, aumentati esponenzialmente. «Nel corso dell’ultimo anno, il 77% dei cittadini ha dovuto ricorrere a prestazioni private, e quindi a pagamento, per poter ottenere una visita in tempi brevi. Questo è scandaloso, se consideriamo che queste persone pagano già le tasse per vedersi garantire dei servizi che, di fatto, non ci sono», dice ancora Cia.

Un esempio? «Nel 2015 il tempo di attesa per una colonscopia era di circa 43 giorni, nel 2017 i giorni sono diventati 79. Esami come una colonscopia non sono banali, e richiedono di essere eseguiti con tempestività per poter identificare eventuali anomalie. Ecco allora che, pur di accelerare i tempi, il cittadino si rivolge alla sanità privata, con i costi che questo comporta. L’attuale politica sanitaria induce il paziente ad arrangiarsi, a perdere la fiducia nelle nostre istituzioni, lo conferma il numero sempre maggiore che per sottoporsi a una visita in tempi brevi si rivolge addirittura a strutture fuori provincia».

 

Il report di sintesi della ricerca effettuata:

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 24 giugno 2018:

 

Il questionario:

1) Che voto da oggi alla sanità trentina (da 1 a 10)

2) Che voto da al governo provinciale per come ha condotto la politica sanitaria (da 1 a 10)

3) Riaprirebbe i punti nascita: si, no, non so

PER CHI RISPONDE  si

3b) Quali riaprirebbe: Arco, Tione, Borgo Valsugana, Cavalese, Tutti

4) Approva il taglio delle guardie mediche operato dalla Giunta provinciale Rossi: si, no, non so

5) Ritiene il NOT (Nuovo ospedale Trentino) una priorità per il Trentino, si o no, non so

6) L’assistenza sanitaria sul territorio: va bene così, va potenziata, va diminuita

7) Come considera i tempi d’attesa per una prestazione ambulatoriale: ottimi, normali, ingiustificati, scandalosi

8) Lei per avere una prestazione ambulatoriale si affida: al pubblico o al privato

9) Nell’ultimo anno ha dovuto sostenere spese per sottoporsi a visite od esami ambulatoriali a pagamento: si, no, non ricordo

Il metodo utilizzato:

I dati sono stati raccolti mediante un’indagine campionaria realizzata con il metodo CATI (Computer Assisted Telephone Interwieving). Per l’efficienza ed efficacia dell’intervista la sua durata massima è stata studiata in modo che non dovesse superare i 5 minuti per tutto il questionario. Considerata quindi la brevità dell’intervista essa non ha costituito un disturbo per gli intervistati, e il numero di interviste non ultimate è stato praticamente nullo.

Le unità campionarie sono state ottenute estraendo un campione casuale stratificato di 1500 intervistati, quindi altamente rappresentativo, strutturando il campione della popolazione trentina dai 18 ai 55 anni ed oltre, suddividendolo per il genere e per ogni comunità di appartenenza alla provincia di Trento.

Costruzione del campione:

L’universo di riferimento dell’indagine è l’insieme della popolazione dei residenti nella provincia di Trento. La numerosità del campione è stata definita in funzione del livello di “confidenza” della stima della media campionaria (ossia, la probabilità che il campione estratto sia effettivamente rappresentativo della media dell’universo di appartenenza) e della “precisione” o “errore campionario” tollerato (ossia, la percentuale di errore ammissibile nella stima dei parametri dovuta al processo di campionamento).

La numerosità campionaria è stata calcolata in modo da garantire nel 95% dei casi uno scostamento del valore del dato reale da quello stimato inferiore al 5%. Con riferimento alla popolazione considerata (solo popolazione con età superiore ai 18 anni) ed alle variabili indicate, la numerosità campionaria opportuna per l’indagine della provincia di Trento risulta essere pari a 1500 unità. È stato estratto un campione casuale stratificato rispetto a “sesso”, “appartenenza alla comunità di valle” ed “età” quest’ultima scaglionata in 3 fasce (18 – 34) (35-55) (oltre 55).

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