Scuole serali, i cambiamenti penalizzanti introdotti dalle nuove norme

Considerato l’impegno attivo che AGIRE ha nel sociale, non possiamo esimerci dal trattare un argomento piuttosto spinoso che riguarda la delibera n° 2244 del 11/12/2015 avente per oggetto “Regolamento sull’assetto organizzativo e didattico dell’educazione degli adulti in provincia di Trento” anche chiamata “Buona Scuola”, in vigore dall’anno scolastico 2016/2017.

In seguito a varie testimonianze di studenti lavoratori che ci hanno contattato è emersa una situazione piuttosto grave dovuta la cambiamento delle norme in materia che a nostro avviso risultano troppo restrittive e limitative per chi ha il desiderio di concludere il percorso scolastico, ma ha l’esigenza di lavorare per mantenere sé stesso e la propria famiglia. In particolare ci riferiamo agli articoli 13, 14 e 15 della suddetta delibera e in modo specifico al comma 5 che nel concreto apportano dei cambiamenti fortemente penalizzanti rispetto a quanto avveniva in passato:

  1. fino all’anno scorso ciò che differenziava i corsi serali da quelli diurni era l’obbligo di frequenza, infatti per i corsi serali tale obbligo non era strettamente necessario. Con l’attuazione della delibera invece, è stato introdotto l’obbligo di frequenza anche per tali corsi con uno scarto massimo del 25%.
  2. da questo anno non vi sono più distinzione tra III e IV anno, in quanto entrambi gli anni verranno considerati come un unico biennio e la pagella verrà fornita direttamente alla fine del IV anno.
  3. per i corsi serali i requisiti per l’esame di Stato sono:
    a)    la sufficienza in tutte le materie;
    b)    l’adeguato numero di ore di presenza in classe;
    c)    l’approvazione all’unanimità di tutto il consiglio di classe che concorda nel dire che lo studente ha una preparazione adeguata al superamento dell’esame di Stato;
    d)    non faranno media al raggiungimento dei 6/10 i voti di educazione fisica, in quanto non viene contemplata nel curriculum di studio, né tantomeno quello di capacità relazionale.

Analizzando questi punti salienti della riforma n° 2244 del 11/12/2015 non è difficile rendersi conto che il percorso degli studenti lavoratori è tutto in salita. La scuola serale è fatta principalmente per gli adulti, ed è normale (o meglio dovrebbe esserlo) che in età adulta le persone abbiano un lavoro e una famiglia, quindi attuare l’obbligo di frequenza con uno scarto così misero è già di per sé una penalizzazione immensa per chi lavora e deve mantenere una famiglia, magari alzandosi alle 5 del mattino per raggiungere il posto di lavoro.

Non da meno sono i parametri per l’ammissione all’esame di stato: nei corsi diurni infatti, l’idoneità si ha raggiungendo la sufficienza ovvero la media del 6/10, da ciò si evince che anche in presenza di qualche insufficienza si ha lo stesso la possibilità di fare l’esame di Stato, perché la sufficienza richiesta si basa sulla media di tutti i voti anche quelli di educazione fisica e capacità relazionale, che invece sono stati esclusi per i corsi serali.

Qual è quindi il risultato di tale riforma? Un bivio: studiare o lavorare. È chiaro che chi ha una famiglia o comunque deve provvedere da solo al proprio mantenimento dovrà scegliere la seconda strada. La posizione di AGIRE in merito è chiara: questa delibera è penalizzante e discriminante, perché impedisce di fatto ad onesti cittadini il diritto allo studio, precludendo a chi spesso è stato costretto a rinunciare agli studi in età scolare, la possibilità di avere un’istruzione e di crearsi una carriera.

A questo punto noi ci rivolgiamo alla Provincia Autonoma di Trento, in primo luogo per comprendere se effettivamente tutte queste nuove normative comprese nella “Buona Scuola” siano state integralmente recepite e per sapere quali sono le misure che la stessa Provincia attuerà per agevolare gli studenti lavoratori.

AGIRE per il Trentino

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