Due anni fa il referendum per l’indipendenza della Catalogna, Cia (AGIRE): “Ricordiamo oggi quella lezione di democrazia”

1 ottobre 2017, sono passati due anni dal referendum promosso dalla Generalitat de Catalunya per votare sull’indipendenza della Catalogna. In quell’occasione, si ricorderà, il Governo centrale di Madrid presieduto da Mariano Rajoy, mobilitò le forze di polizia per impedire un voto considerato illegale. Durante la giornata ci sono stati momenti di tensione tra le forze dell’ordine e i cittadini, con oltre 800 persone ferite nei tafferugli, secondo alcune fonti.

In quell’occasione i cittadini catalani riuscirono a dare una vera lezione di democrazia al Governo centrale spagnolo recandosi ordinatamente alle urne e organizzando manifestazioni pacifiche. E’ da considerare il fatto che – come raccontato dal documentario “Due Catalogne” – molti cittadini, pur essendo contrari all’indipendenza della regione catalana, si recarono alle urne votando a favore della stessa proprio a causa dell’atteggiamento repressivo del Governo Centrale. I dati ufficiali, trasmessi al termine della giornata di referendum, parlano di 2.286.217 di votanti (43,03% degli aventi diritto), con 2.044.038 SÌ (90,18%) e 177.547 NO (7,83%) e 770.000 voti non classificabili perché sequestrati. Il Governo centrale spagnolo ha negato ogni validità della consultazione. Il 27 ottobre, dopo la dichiarazione d’indipendenza catalana, il Senato spagnolo ha approvato l’applicazione dell’art. 155 con il conseguente commissariamento della Regione, e ha indetto nuove elezioni nella Comunità Autonoma per il 21 dicembre 2017, vinte dalla coalizione indipendentista.

Da allora molti leader dei movimenti politici e culturali catalani sono costretti all’esilio o rinchiusi in carceri spagnole. Ad essi va oggi il nostro pensiero, perché possano tornare al più presto in Catalogna e riprendere le loro attività. E’ bene essere consci del fatto che, comunque la si pensi sulla questione dell’indipendenza catalana, il comportamento di repressione tenuto in quell’occasione dal Governo spagnolo non è degno di una delle maggiori democrazie del nostro tempo.

Cons. Claudio Cia 

Segretario Politico di AGIRE per il Trentino

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