Proposta ITEA, Bordignon (AGIRE): “Iniziativa iniqua. Si intervenga con la stessa forza sui numerosi problemi strutturali degli immobili”.

In tutta onestà non mi aspettavo che la Lega avanzasse una proposta tanto azzardata. Mi riferisco alla proposta di modifica apportata alla normativa provinciale sull’edilizia abitativa ITEA e più precisamente l’art. 14 della legge finanziaria provinciale, che con la modifica prevederebbe che, se un componente del nucleo famigliare viene condannato per illeciti penali, tutta la famiglia verrà cacciata via (quindi condannata a sua volta) dall’appartamento assegnato. Insomma, anche i parenti che non sono complici del reo saranno costretti a subire una sorta di danno “famigliare” collaterale, messi loro malgrado sullo stesso patibolo del parente che delinque, in un anomalo esperimento che sovverte persino uno dei princìpi cardine della nostra Costituzione: La responsabilità penale è personale (Art. 27).

Potremmo fermarci qui e non aggiungere altro per capire che la proposta è alquanto iniqua, pericolosa e antisociale. Immedesimiamoci nella situazione ipotetica di un figlio che compie reati ad insaputa dei genitori e questi ultimi siano obbligati ad abbandonare l’alloggio: si aggiunge dramma al dramma, senza dare una soluzione al problema principale. Cosa diversa è se i parenti siano riconosciuti conniventi  nell’azione a delinquere, ma la Provincia non avrebbe comunque competenza in materia giudiziaria! Una soluzione più lungimirante poteva essere semmai quella di rimodulare le assegnazioni delle abitazioni ITEA, che non sono più armoniose ormai da anni. Al momento attuale era pertanto necessario elaborare un serio progetto di “riqualificazione” inerente la gestione degli inquilini inadatti a vivere in comunità, e non punire invece tutta la famiglia indistintamente.

Ad onor del vero, un’ulteriore precisazione va fatta. La Provincia deve intervenire con forza e concretezza anche in merito alle gestione degli immobili ITEA. Molti appartamenti necessitano infatti di modifiche strutturali secondo le esigenze dell’inquilino (vedasi portatori di handicap-invalidi) ma le autorizzazioni stentano ad arrivare e in diversi casi non vengono concesse. Bisogna risolvere, ancora, i problemi legati all’amianto magari in prossimità di scuole o parchi, progetto iniziato con le migliori intenzioni ma concluso con un (quasi) nulla di fatto, serramenti obsoleti, citofoni non funzionanti, termosifoni rotti, presenza di muffa, e tanto altro. Se si vogliono mostrare i muscoli, lo si faccia adottando linee guida sulla gestione ottimale degli alloggi e sull’esaltazione del senso civico.

Sandro Bordignon -vice segretario politico di AGIRE per il Trentino

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