Ponti Caffaro e Sarca, Castellini (AGIRE): «Da Gilmozzi risposte vaghe e non date».

Dopo quasi 3 mesi sono giunte le risposte alle interrogazioni presentate dal consigliere provinciale Claudio Cia in merito ai Ponti sul Sarca e del Caffaro. Ad essere onesti ci si aspettava qualche cosa di meno vago da parte dell’Assessore provinciale Mauro Gilmozzi (Upt).

In merito al Ponte sul Sarca, ceduto lo scorso 9 agosto, viene confermato quanto detto alla Conferenza dei servizi tenutasi il 22 dicembre 2017, stesso periodo in cui gli attivisti del coordinamento delle Giudicarie di AGIRE erano stati definiti come “iene” da parte di chi dovrebbe mostrare un po’ più di rispetto verso i contribuenti.

I lavori dovrebbero iniziare questo mese e terminare entro 45 giorni, salvo le condizioni “alibi-meteo” lo permettano. Viene smentita l’indiscrezione di una possibile demolizione della struttura, mentre i documenti che erano stati richiesti verranno resi disponibili soltanto dopo la firma del contratto dell’ATI (fattore che non permetterà di capire fino in fondo come si siano potuti spendere 300 mila € per la viabilità alternativa, intervento che rientrerebbe fra quelli in Somma Urgenza ex. art. 53, L.P: 26/93, altro fattore curioso visto e considerato che era già presente una benché minima viabilità alternativa ovvero quella che passa dall’interno del Comune di Strembo). Interessante invece questa novità: un gruppo di specialisti dell’Università di Trento starebbe indagando sulla corrosione dei tre tiranti di agganciamento del Ponte sul Sarca.

Per quanto concerne invece il nuovo Ponte Caffaro di interessante c’è solo la conferma che il Comune di Storo non ha segnalato nulla alla Provincia autonoma di Trento in merito alle gravi criticità dell’opera in questione; l’Ass. Gilmozzi, però, chiude il tutto dicendo che né il finanziamento né il progetto sono stati curati dall’Assessorato provinciale alle infrastrutture.

Risposta quindi non data: come si spiega il finanziamento concesso e non smentito dalla Provincia automa di Trento al Comune di Bagolino nel 2012? O che nel giugno 2016 la stampa locale riportava il fatto che il Servizio Bacini Montani sempre della Provincia concedeva l’autorizzazione per l’accesso all’alveo del torrente Caffaro ai fini della realizzazione del nuovo Ponte? Venga detto ai cittadini chi gestisce quest’opera e le cause di questo “pasticcio inconcepibile”; magari gli esperti dell’Università sopracitati potrebbero fare un salto anche in tale zona, l’unico collegamento fra la Val Sabbia e le Giudicarie.

Grazia Castellini, Coordinatrice territoriale di AGIRE per il Trentino – Valli Giudicarie

 

La lettera sul quotidiano “Trentino” del 17 marzo 2018:

La lettera sul quotidiano “Trentino” del 9 marzo 2018:

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