L’esempio di Piazza Mostra: con il centrosinistra una Trento ridimensionata nelle ambizioni.

Con i tempi biblici che l’attuale panorama politico ci ha abituato a vedere, stiamo per avvicinarci alla riqualificazione di Piazza Mostra. La memoria ormai quasi si perde da quando si è iniziato a parlare di questa area che rappresenta un punto chiave nella visione urbanistica della città.

Per non arretrare troppo negli anni, possiamo partire dal 2009 quando le liste che sostenevano la candidatura a sindaco di Alessandro Andreatta inserivano nel programma questo punto specifico: “tra le opere più importanti che dovranno essere realizzate nella prossima consiliatura (2009-2015) c’è il ripristino di piazza Mostra con la realizzazione di un parcheggio pertinenziale interrato multipiano. Complementare a questo c’è l’interramento di via dei Ventuno che andrà attivato senza incidere in modo traumatico sui flussi di traffico”. Possiamo tranquillamente affermare che in questi 11 anni sicuramente nessun cittadino ha subito alcun tipo di trauma per quanto è (non è) stato fatto. Nel programma 2015 si parlava invece di un ben più semplice “nuovo arredo per piazza Mostra”.

La cosa apprezzabile di questo interminabile iter politico/burocratico è sicuramente il concorso di idee indetto per la riqualificazione che dovrebbe avere maggiori applicazioni in futuro. In altre città il concorso di idee è una pratica molto diffusa mentre la nostra amministrazione ha dimostrato nei fatti di non esservi molto propensa. Essa può portare molti contributi positivi e propositivi da tecnici e professionisti oltre a creare di per se stessa una forma di condivisione naturale vedendo molte persone coinvolte in questi studi.

Il messaggio che comunque l’amministrazione ci consegna è quello di un ridimensionamento delle ambizioni di una città come Trento. Il punto programmatico del 2009 era importante e avrebbe dovuto vedere protagonista un’amministrazione coraggiosa e molti fondi a disposizione: purtroppo sono mancati entrambi. Anche il successivo passaggio presentato dal collettivo Campomarzio nel 2013 aveva una visione molto interessante andando ad accantonare l’idea dell’interramento di via dei Ventuno, ma immaginando un concetto diverso di accesso al Castello. La proposta attuale, senza volerne dare un giudizio, ne rappresenta purtroppo un’involuzione.

Mauro Corazza

Coordinatore di AGIRE per il Trentino della città di Trento

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 19 febbraio 2020:

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