Opera Universitaria, Cia (AGIRE): “Il mio è un provvedimento di buon senso”

L’Opera Universitaria è un ente strumentale della Provincia Autonoma di Trento finanziato dalla stessa con decine di milioni di euro provenienti dal bilancio provinciale (e quindi dalle tasche dei trentini). E’ bene evidenziare che essa si occupa di attività amministrativa e che non può influire in alcun modo sull’insegnamento o sull’offerta formativa di UniTn. Oltre a finanziare le borse di studio agli studenti gestisce anche gli appalti ai servizi offerti dall’Università (mense ecc.).

L’emendamento che ha scaldato gli animi, proponeva che il Presidente dell’Opera venisse scelto dalla Provincia sentito il Rettore, sulla base delle referenze gestionali, manageriali e dell’esperienza maturata nel comparto istruzione. La norma attuale prevede invece che esso venga scelto di concerto tra il Rettore dell’Università e la Provincia Autonoma anche se, nei fatti, la scelta del dirigente si è sempre ridotta ad una mera conferma da parte della PAT del nome proposto dalla dirigenza universitaria.

Il tentativo di riforma quindi non avrebbe alcuna mira autoritaria, come invece hanno sostenuto alcuni Consiglieri di minoranza, giornali e un numero limitato di studenti (circa 40, alcune ripetute, le mail pervenute al sottoscritto). Parlare di “indebolimento dell’autonomia universitaria” risulta del tutto fuori luogo e capzioso visto che, a parere del sottoscritto, sembra del tutto sensato e logico il fatto che la Provincia possa agire liberamente nella scelta di un dirigente che, in pratica, amministra denaro pubblico della PAT.

Rimango quindi deluso per quanto accaduto ieri sera in Consiglio Provinciale.

Sono ancora fortemente convinto che una riforma del sistema sia necessaria, anche alla luce dei recenti fatti, già verificatisi anche in passato (si ricordi la vicenda legata al bando per il servizio pulizie affidato a Kuadra spa – società genovese con varie sedi in Italia, non trentina – finita al centro di una inchiesta per presunte affiliazioni camorristiche), che vedono l’Opera produrre bandi al ribasso, come nel tristemente noto caso degli stipendi del personale di portineria, decurtati fino al 30%.

Auspico, da politico e da contribuente, che in futuro si possa parlare seriamente con più coraggio, meno condizionamenti e senza paure e preconcetti di una modifica strutturata e mirata, che rispetti le esigenze di UniTn ma anche i diritti della Provincia.

Cons. Claudio Cia – Segretario Politico di AGIRE per il Trentino

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