Nuovi attacchi degli orsi e dei lupi, vi spiego la cruda realtà

Pare incredibile leggere tutti i giorni di predazioni di lupi ed orsi nel nostro beneamato Trentino; l’avesse pronosticato qualcuno vent’anni fa sarebbe stato internato ed invece ora è la cruda realtà.
Dico cruda perché le immagini non possono essere che raccapriccianti: decine e decine di animali domestici (quindi a pochi passi dagli abitati, dalle case o dalle stalle o comunque dall’uomo) squartati, spolpati alla meno peggio o suicidati in un dirupo, che per gli organismi preposti valgono meno di un solo esemplare di lupo o orso totemico.
D’altronde, se le serate informative della PAT con tanto di Assessore all’agricoltura e Responsabile del progetto Life Ursus parlano di persecuzioni perpetrate e mostrano immagini di lupacchiotti teneri come se fossero Labrador, non può che essere altrimenti. Sarà per questo che vige la regola del “laissez faire, laissez passer” tanto cara ai liberisti anche nei confronti del lupo. Sarebbe praticamente impossibile in venti righe ribattere alle tesi sconclusionate propinate dall’immarcescibile duo Dallapiccola-Groff; piuttosto mi soffermerò su un unico particolare nemmeno accennato: la sicurezza.
Possibile che una Provincia autonoma imponga arbitrariamente la convivenza tra uomo e grandi predatori, facendola sembrare inevitabile e necessaria in quanto voluta dall’Unione Europea, dall’Italia e dalle associazioni radicali animaliste, con il falso pretesto dell’estinzione?
Possibile che i casi di aggressione già avvenuti, perlomeno quelli conosciuti e riportati da gente che ha avuto l’immensa fortuna di sopravvivere al cosiddetto “falso-finto-fake” attacco dell’orso giocherellone (come il sottoscritto), rientrino nella normalità delle cose e si intervenga solo in caso di problematicità conclamata, cioè dopo l’ attacco vero e proprio (per modo di dire, visto che Kj2 ha avuto modo di colpire un’ altra vittima, nonostante l’emanazione di un’ordinanza di cattura o abbattimento risalente a due anni prima)? Cosa si fa per prevenire questi “incontri adrenalinici”?
Li si promuove (chiaro) organizzando conferenze al Mart con inconsapevoli film-maker improvvisati supportati dall’ incoscienza della loro giovane età o inserendo l’immagine degli orsacchiotti un po’ ovunque e sbattendosene allegramente dei diritti dei cittadini (libertà di circolazione, di difesa del territorio, di difesa personale non permettendo quantomeno l’uso di deterrenti riconosciuti quali lo spray al peperoncino da 400 grammi pur promosso dall’ avvocato Mario Giuliano) ed ancor più dei cittadini delle valli e dei paesi, malghesi, pastori, costringendoli o a una strenua resistenza o a un più probabile abbandono del territorio in nome della burocrazia e delle politiche in questo caso realmente finte-ambientaliste.

Ecco: questa è la cruda realtà.

Marco Zadra  – Candidato di AGIRE per il Trentino e referente per gli Altipiani Cimbri

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