Loppio-Busa: tutto quello che bisogna sapere sull’opera da 157 milioni, già costata 628 mila euro in progetti

INTERVISTA esclusiva all’Ing. Erminio RESSEGOTTI  sul collegamento “LOPPIO-BUSA”

 

In questo periodo estivo, l’Alto Garda è preso d’assalto da turisti, ma non solo… è infatti presente anche un ampio quartiere fieristico che ospita eventi anche di rilievo internazionale (es. Expo Riva Schuh o competizioni internazionali) e, proprio in questa zona, si praticano anche numerosi sport come la vela, windsurf, MTB ed altri più impegnativi come il base-jumping e l’arrampicata, per i quali l’Ospedale di riferimento per molti infortuni è quello di Rovereto, città però che deve esser raggiunta (anche solo per nascere).

Sono solo all’incirca una ventina i chilometri che separano questa splendida zona dalla più vicina arteria autostradale (A22) o dalla stazione ferroviaria di Rovereto che quasi 100 anni fa (oggi non più) era collegata dalla “RAR” (“Rovereto-Arco-Riva”), la famosa linea ferroviaria a scartamento ridotto, rimasta in uso fino al 1936 (data della sua dismissione) che superava una pendenza massima del 28 per mille in poco più di un’ora. Pare assurdo pensare che a distanza di così tanto tempo con tutte le innovazioni tecnologiche odierne, non si riesca a trovare idonee soluzioni che permettano efficienza di risposta alle necessità con tempi di percorrenza auspicabilmente ragionevoli, almeno su gomma.

Da anni si parla del famoso collegamento “Loppio-Busa” e, nel corso dei decenni, su tale tema si sono susseguiti dibattiti, discussioni e proposte assai variegate: tunnel stradale lungo o corto, varianti stradali, ritorno alla ferrovia ed anche progetti di 30 anni or sono come il tunnel sotto il Monte Stivo.

La sorte è la medesima per tutti coloro che sono costretti a spostarsi da e verso l’Alto Garda, sia essi turisti (magari durante un’afosa giornata d’estate), sia residenti trentini che, a causa del traffico, sono quotidianamente costretti a perdere treni, importanti impegni di lavoro o a subire disagi ben più gravi qualora si presentassero esigenze medico-sanitarie.

Negli anni sono state tante le ipotesi messe in campo e sono stati fatti anche progetti, molti accantonati, e che è bene ricordarlo, al momento, sono già costati 628 mila euro.

L’opera approvata dalla Provincia di Trento e di prossima realizzazione, è stata definita dalla PAT come “una strada statale a valenza locale”, una definizione in contrasto con la realtà dei fatti che la rende invece un “collegamento strategico ed indispensabile per l’Alto Garda”, considerato anche il continuo aumento del volume di traffico (circa 7 milioni di veicoli annui) e i continui ingorghi stradali che paralizzano la viabilità a causa dell’eccessivo numero di autovetture che attraversano questa strada.

Nella video-intervista inedita, all’Ing. Erminio Ressegotti, è possibile documentarsi e capire meglio l’evoluzione delle varie ipotesi, nonché soprattutto le criticità e le incongruenze del progetto definitivo dell’opera, da 157 milioni di euro (iniziali), approvato dalla PAT e di prossima realizzazione.

Fabiano Gereon – Coordinatore di “Agire per il Trentino” dell’Alto Garda

Esito dell'Iniziativa

 

Comunicato e video-intervista inoltrata ai media locali il 28 giugno 2017.

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Agire, intervista esclusiva all’ing. Erminio Ressegotti sul collegamento Loppio-Busa

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Loppio-Busa, Agire: già spesi 628 mila euro in progetti (videointervista)

 

 

 

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