Limitazioni alla mountain bike: possiamo trasformarle in opportunità?

La convivenza in montagna tra bikers ed escursionisti sembra non sempre possibile, soprattutto nella zona dell’Alto Garda.

Con una recente delibera la PAT ha cercato di regolamentare la questione identificando alcuni sentieri vietati alle biciclette e altri percorsi dedicati ai bikers. È indiscutibile che la zona dell’Alto Garda abbia fatto dei percorsi per mountain bike un punto di forza della propria offerta turistica, soprattutto verso il turista tedesco. Purtroppo a volte il comportamento poco educato di alcuni bikers contribuisce ad attirare le ire degli escursionisti e quando il fenomeno assume dimensioni rilevanti scattano la regolamentazione e i divieti: se l’educazione e il buon senso non sono sufficienti intervengono le limitazioni e i divieti che spesso finiscono per scontentare entrambe le parti in causa.

Ci sono in tutto il Trentino chilometri di strade forestali e sentieri minori quasi sempre deserti: sarebbe il momento giusto, per alcune amministrazioni comunali, di cogliere l’occasione per sviluppare e promuovere l’attività delle mountain-bike, rilanciando, con opportuna segnaletica e adeguata promozione turistica, quei percorsi adesso poco frequentati probabilmente perché poco attrattivi (per livello di difficoltà, per lunghezza ecc…) per gli escursionisti.

Si tratta di redistribuire l’offerta turistica orientata alle mountain bike su territori che hanno spazi adatti a disposizione e bisogno di incrementare le presenze turistiche. Sto pensando ad esempio alla Valsugana, Panarotta e Vezzena. Gli altipiani cimbri sono già attivi in questa direzione. Chissà se qualche operatore turistico e amministratore della Valsugana sapranno trasformare la limitazione in una nuova opportunità?

Alberto Giacomoni – Coordinatore organizzativo di AGIRE per il Trentino Levico Terme

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