Le Albere: un quartiere verde finito in rosso

Prendendo visione degli ultimi dati riguardanti il quartiere Le Albere, non si può fare a meno di porre alcune riflessioni in merito. Venne inaugurato nel 2013 in pompa magna alla presenza del Ministro per lo Sviluppo Economico Zanonato che affermava “ Trento ha dato una lezione al Paese” e aggiungeva “dovrà fungere da esempio a tutta l’Italia”, e alla presenza delle autorità locali che lo vollero fortemente come gli allora Onorevole Dellai, Presidente Pacher e Sindaco Andreatta che ne parlavano in maniera entusiasta. Di tutto ciò che venne detto ci sentiamo di condividere l’intenzione della riqualificazione da area industriale ad area “green” ma il progetto affidato all’Architetto Piano andò ben oltre e riteniamo non sia stato digerito da coloro che avrebbero dovuto appropriarsene e goderne ovvero i cittadini.

Siamo oggi di fronte a un quartiere in cui sono state vendute soltanto alcune decine di appartamenti e che viene a stento tenuto in vita da situazioni inizialmente non considerate come la sistemazioni di uffici di grandi aziende locali con valenza pubblica, la Biblioteca che non avrebbe neanche dovuto essere realizzata in quella zona, e che infatti presenta alcuni problemi di spazi, e addirittura alcune strutture ricettive che ne hanno ricavato spazi per le loro attività.

Viene sfruttato decisamente meglio l’ampio spazio verde che doveva esserne il contorno. Sono stati inoltre creati ad hoc vari sistemi di collegamento al centro città. Questa opera rappresenta quindi l’esempio più evidente di quanto il mondo politico con i suoi progetti faraonici si sia allontanato dai pensieri e dal modo di vivere delle persone. A peggiorare la situazione si iniziano a intravedere i primi segnali di degrado e il valore immobiliare dell’intero quartiere risulta ormai praticamente dimezzato. A fronte di tutto questo ci chiediamo se non fosse stato il caso di valutare la prima “riqualificazione di una riqualificazione” pensando ad esempio a destinarne almeno una parte alla nuova sede degli uffici comunali e attività connesse.

Con le eventuali e dovute modifiche del caso, avrebbero potuto essere sicuramente funzionali soprattutto in riferimento alla mole di parcheggi circostante che avrebbe aiutato dipendenti e cittadini interessati a raggiungere gli stessi e sarebbe stato anche molto più gestibile come criticità di traffico rispetto alla sede che è stata invece individuata in via S. Giovanni Bosco e che sarà fonte di ulteriori interventi per circa 12 milioni di euro destinati alla riqualificazione dello stabile ex-civica attualmente esistente. Ipotizzare anche eventuali sistemazioni per studenti universitari visto che la richiesta di studentati è costantemente in crescita e mancano spazi adeguati.

Sul tavolo delle proposte potrebbero andare l’utilizzo degli appartamenti in affitto a canoni moderati da destinare a giovani coppie piuttosto che a neolaureati per rendere Le Albere un quartiere giovane e dinamico. Consapevoli che nulla di quanto citato sia facilmente realizzabile visti gli interessi economici in ballo, riteniamo comunque sia meglio pensare ad alcune situazioni di questo tipo piuttosto che doversi trovare tra qualche tempo a fare i conti con aste fallimentari soprattutto se alla fonte c’erano anche soldi pubblici e dichiarazioni del tipo “Trento ha dato una lezione al Paese”.

Mauro Corazza – Candidato di Agire per il Trentino

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