ITEA, Bordignon:”Serve un progetto di riqualificazione inerente la gestione degli inquilini non adatti a vivere in comunità.”

Quando inizia una campagna elettorale molti candidati promettono delle cose alle persone e in particolare alla gente “comune”. Ritengo questo approccio sbagliato. Sbagliato, perchè nella gente si crea una legittima prospettiva di soluzione ai loro problemi. Quello che posso promettere è quello di impegnarmi nella soluzione dei problemi che mi vengono sottoposti con i miei limiti.

Nulla di nuovo, faccio e farò quello che sto già facendo ormai da molti anni. Ascolto, raccolgo e insieme alle persone che ritengono di subire un torto, si discute la strategia migliore per affrontare e molte volte risolvere il problema. Ma non ho mai promesso che il problema verrà risolto. In questi anni le denunce maggiori mi sono arrivate dagli abitanti delle Casa Itea. Forse perchè io stesso provengo da quel mondo, le Torri di Villazzano3 e Madonna Bianca. Un mondo che per chi come me conosce particolarmente bene sarebbe anche fiero di poter rappresentare. Il problema della gestione degli appartamenti ITEA è sempre più difficile. Dipenderà anche dai continui tagli di investimenti sulle gestione straordinaria (vedi tabella allegata) che riguardano le strutture ITEA. Ci sono invece casi di inquilini che si sono visti aumentare l’affitto mensile malgrado il loro reddito non fosse variato. E, pensate un po’ l’ITEA, fa utili. Nulla di male, anzi. Si contesta il modo in cui questi utili vengono sbandierati.

Un primo punto è quello di razionalizzare molto meglio gli utili sulle strutture già esistenti e pianificare assieme ai referenti delle strutture le urgenze. Per secondo rimodulare le assegnazioni: le comunità che compongono gli inquilini della abitazioni ITEA non è più armoniosa e la colpa è solo di Itea. Esiste ormai un divario acuito da errori di valutazione:

invece di integrare famiglie extracomunitarie/comunitarie/Rom inserendole in un contesto “positivo” dove poter trovare una maggioranza di famiglie “buone”, ha voluto collocare le stesse senza una valutazione strategica. Questo ha portato in gran parte dei casi a delle situazioni di grande tensione. L’idea era quella di integrare ovvio, invece in termini pratici si sta creando una integrazione all’incontrario. Una situazione di grande difficoltà. Serve un progetto di “riqualificazione” inerente la gestione degli inquilini non adatti a vivere in comunità.

Sandro Bordignon, coordinatore di AGIRE per la città di Trento

 

Un’articolo di repertorio:

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