Il vortice dei docenti di sostegno, Robbi (AGIRE): “A farne le spese sono i ragazzi.”

Per uno studente, la continuità didattica e l’inserimento all’interno di un percorso educativo stabile è fondamentale; per un alunno disabile questa necessità diventa essenziale.
Purtroppo, ad oggi, in Italia un insegnante di sostegno su tre cambia incarico ogni anno. Essendo gli insegnanti di sostegno poco meno di 88.000 e coprendo circa 368.000 classi, significa che quasi 30.000 persone si muovono ogni anno da una scuola all’altra, da una regione all’altra, e che quindi più di 120.000 classi (e annessi alunni disabili) vedono un volto nuovo, un metodo di insegnamento differente ad ogni nuovo anno scolastico.

“È una vera e propria emergenza” commenta Robbi, di AGIRE per il Trentino, presente alle prossime elezioni provinciali in ottobre. “Troppi insegnanti di sostegno precari che si aggiungono agli ottantottomila di ruolo, terribilmente pochi per il fabbisogno. E c’è inoltre un enorme spreco sulle ore di supplenze, un vortice di spostamenti senza fine che non giova né ai lavoratori né ai ragazzi.”

Agli 88.000 insegnanti di sostegno di ruolo, infatti, se ne aggiungono più di 50.000 a tempo determinato, di cui 40.000 attivati sulle ore aggiuntive rispetto al tetto nazionale. Purtroppo, il canale degli insegnanti di sostegno è stato spesso usato come porta di accesso al “posto fisso”, per poi richiedere lo spostamento su cattedre ordinarie.

“Tutti i precari sono nominati quasi sempre in istituti nuovi” continua Robbi, “e in questo modo si mina ancora di più la continuità didattica tanto importante per gli alunni. Serve stabilizzare questi posti di lavoro e non affidarsi alle deroghe, che non risolvono il problema e anzi sono solo in grado di acuirlo.”

Tutto questo si traduce in dati allarmanti, che dovrebbero spingere a riflettere. In tutto, più del 10% delle famiglie di alunni con disabilità hanno presentato negli anni un ricorso al Tar per ottenere l’aumento delle ore di sostegno, evidentemente non sufficienti, soprattutto a chi è colpito da disabilità grave.
In base alle stime dell’ISTAT, il 40% degli alunni disabili ha cambiato l’insegnante per il sostegno nel nuovo anno scolastico, potendo contare su sole 12 ore settimanali di sostegno ad personam, cioè dedicate al singolo alunno. Nel Mezzogiorno le ore di riducono ancora, scendendo a 9.

Purtroppo non è finita qui: a causa delle poche ore di sostegno, alcuni alunni disabili sono costretti molto spesso a non partecipare alle gite scolastiche organizzate dalla scuola, anche a quelle brevi che si sviluppano nell’arco di una sola giornata; le difficoltà aumentano ulteriormente per quanto riguarda le gite più lunghe con pernottamento di due o più giorni.

“Il problema del personale di sostegno nelle scuole si aggiunge a tanti altri” conclude Robbi. “Basti pensare alle barriere strutturali presenti in tante scuole non ancora a norma e alla sensibilità istituzionale che fa acqua da tutte le parti su questi temi. Bisogna lottare ogni giorno e io, insieme ad Agire, lo sto facendo. L’ultima cosa che voglio è lasciare soli questi ragazzi e le loro famiglie: non lo faremo e vigileremo anche nel nostro Trentino.”

Gian Piero Robbi – Agire per il Trentino

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