Il puzzo brucia i polmoni ma i risultati delle indagini sono secretati

L’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente ha secretato i risultati delle analisi sui cattivi odori nella zona industriale di Rovereto. La notizia è fresca di stampa ed è stata accolta da un misto di rabbia e stupore. Lo sa chiunque percorra a piedi o in bici la strada che costeggia il torrente Leno: la puzza è così forte da provocare la nausea e bruciare i polmoni.

Già lo scorso anno è stato aperto un fascicolo d’indagine dalla Procura di Rovereto in riferimento ad un’azienda di via del Garda che scaricava cromo esavalente senza autorizzazioni, dunque in modo del tutto illegale. A ciò si aggiunga il fatto che che nei campioni prelevati a gennaio 2015 sia stata rilevata la presenza della sostanza con un valore di 150 microlitri su un limite di legge di 100.

Un’interrogazione del collega Degasperi ha sollevato il problema ed ha vieppiù aumentato (a ragione) le preoccupazioni dei cittadini. Emerge infatti che i controlli senza informativa sono stati solo quattro in un anno. Di questi, soltanto uno è stato conforme, mentre per quanto riguarda altre ditte controllate sono state accertate violazioni più o meno gravi per il mancato rispetto di prescrizioni.

Il tempo per temporeggiare è finito: servono risposte e servono subito. Se Appa non ha nulla da nascondere, deve pubblicare l’esito delle verifiche, quantomeno sbianchettando i dati sensibili riferibili alle singole aziende. Altrimenti non sarà difficile presumere che la stessa Provincia agisca con dolo o compiacenza. Troppo furbo trincerarsi dietro il pretesto della tutela della privacy!

Sui reati ambientali non si transige. Sono convinto che, a fronte di un presunto pericolo per la salute dei cittadini, e sussistendo il legittimo sospetto che vi siano illeciti penali, l’Arma dei Carabinieri possa intervenire d’ufficio e richiedere i dati raccolti da Appa. Successivamente, sarebbe doveroso compiere nuove analisi, stavolta affidate al N.O.E., il Nucleo Operativo Ecologico dell’Arma.

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

– quali sono i risultati dell’indagine Appa, indicando nello specifico quali sono le aziende responsabili dei cattivi odori, quali reati vengono ipotizzati, da quale momento è iniziata l’attività di monitoraggio, con quali strumenti è stata condotta, quali sono le sostanze nocive rilevate, quali danni comportano per le persone, e quali accorgimenti sono previsti per contenere il problema, così come più volte lamentato dal comitato “Lizzana (n)on puzza”;

– se la mancata pubblicazione dell’esito delle analisi risponda realmente ad esigenze di privacy o se invece non mascheri emissioni dannose per la salute, smaltimento irregolare di rifiuti, acque contaminate o altre tipologie di inquinamento;

– se non intenda aumentare il numero dei controlli a sorpresa sulle aziende che operano in zona industriale e se non ritenga che sia opportuno conferire un mandato al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, affinchè compia analisi scientifiche con imparzialità e in autonomia, senza le influenze che di regola subiscono le agenzie facenti parte della Provincia.

cons. Claudio Cia – AGIRE

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 6 settembre 2016:

puzza-si-attivino-i-carabinieri

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 6 settembre 2016:

Puzza a Lizzana, Cia attacca l'Appa

Esito dell'Iniziativa

 

Interrogazionee a risposta scritta presentata il 29 agosto 2016.  In attesa di risposta. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 3472/XV

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Puzza a Rovereto, Cia chiede i dati delle analisi APPA e intervento Carabinieri

 

 

 

AGGIORNAMENTO:

 

A distanza di poche settimane, il 20 settembre sono stati resi noti i risultati delle indagini!

 

Qui gli articoli:

 

ANSA: Inquinamento: individuate le cause della puzza a Lizzana

 

Trentino: L’APPA: “gli odori arrivano dalla Sandoz”

 

 

2 commenti

  1. L’interrogazione del consigliere Cia ha avuto un seguito ? Si sì, quale ? Se no, perché ?

    • Buongiorno sig. Ernesto, proprio ieri è arrivata la risposta cartacea all’interrogazione (in ritardo di almeno 3 settimane). Appena sarà disponibile in formato digitale la caricheremo. Verrà caricata anche sul sito ufficiale del Consiglio provinciale a questo link: interrogazione 3617/XV

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