Fate il vostro gioco… per altri 4 anni.

La mattina di ieri è stato un risveglio amaro. Si era svolta nella nottata la discussione dell’assestamento di bilancio in consiglio provinciale, in cui sono state prese in esame moltissime mozioni, ma l’approvazione di una su tutte mi ha lasciato a dir poco allibito. Ho appreso con grande stupore che la legge provinciale n.13 del 22 luglio 2015 recante “Interventi per la prevenzione e la cura del gioco d’azzardo” entrerà in vigore non più ad agosto 2020, come avrebbe dovuto essere, ma ad agosto 2022, in pratica tra 4 anni.

Una volta di più ci si dimostra ciechi e sordi alle silenziose grida d’aiuto che provengono da numerose famiglie e persone rovinate da questo male “invisibile”. Per dare un’idea, nel 2016 in Trentino Alto Adige sono stati spesi (sarebbe più corretto bruciati) 1 miliardo e mezzo di euro in gioco d’azzardo, si tratta di circa 1600 euro A PERSONA all’anno. La statistica fornisce dati pro capite non tenendo conto però che c’è chi gioca e chi no, ragion per cui la cifra è probabilmente molto più alta, ma concentrata su un numero inferiore di persone.

La legge provinciale n13 del 2015, introduceva importanti e radicali prese di posizione contro il gioco e il suo dilagare, come la distanza obbligatoria di 300 metri di dispositivi mangiasoldi come slot e videolottery da luoghi sensibili(scuole, circoli ricreativi e per anziani, ospedali.. ecc).

Ebbene a luglio 2018, passati 3 anni, anzichè un’inversione di tendenza e una presa di coscienza delle attività, assistiamo a una presenza sempre più insistente del gioco nel quotidiano. Pensiamo un attimo a ogni rivendita tabacchi o bar che conosciamo, e riflettiamo se non vi abbiamo visto almeno una-due slot nel migliore dei casi, o addirittura un “mini casinò” appartato da qualche muro. Provate a notare lo sguardo vacuo di alcuni giocatori giovani ma anche anziani che stanno bruciando la loro pensione per noia e/o solitudine. Un esempio lampante di come il gioco voglia fare breccia nelle fasce più deboli della popolazione è la sala slot/vlt ubicata proprio sotto all’azienda sanitaria, dove si sa i tempi non sono propriamente fulminei. A questo serviva la legge, a far si che il gioco non si inflitri nei momenti di noia o debolezza della nostra vita, e si impadronisca di noi.

Certo ci sono le eccezioni(poche),oggi esiste il marchio etico in provincia che viene rilasciato ai bar virtuosi che si rendono disponibili a non introdurre forme di gioco d’azzardo nelle loro attività. Come personale proposta, a sostegno di questi esercenti e di altri che vorranno seguirli, perchè non introdurre sgravi fiscali oppure incentivi alle attività che si fregiano di tale marchio? Sarebbe un modo semplice e significativo per diminuire la portata del fenomeno del gioco, e farebbe del Trentino un esempio a livello nazionale.

Dopo tali doverose premesse, spiace(mi fa arrabbiare ad essere sincero) che la legge che avrebbe dovuto regolamentare almeno in parte questo fenomeno sia stata rimandata di altri due anni, quanto ancora vogliamo aspettare?? Il momento giusto era ieri, non il 2022, il problema sta qui e ora. Chi parla di numeri in calo, non ha ben presente cosa sia il GAP(gioco d’azzardo patologico).

E’ una dipendenza grave quanto l’abuso di sostanze stupefacenti come eroina o cocaina, e gli effetti sono devastanti in ugual maniera, a livello economico, fisico, e sulle relazioni sociali del soggetto interessato. Una rovina a 360 gradi. Chi inizia a giocare pesante non smette,semmai peggiora, e la maggior parte delle volte neanche si rende conto di avere un problema, per questo non chiede aiuto ai servizi provinciali come il Serd. Ergo, se le persone in cura fossero ad esempio 100, i giocatori problematici saranno per forza 1000, perchè forse uno su 10 avrà il coraggio di ammettere il problema e chiedere aiuto.

In conclusione, spero vivamente si faccia un passo indietro sulla decisione di rimandare la legge provinciale n13 del 2015, e si tenga come termine il 2020, che a mio modo di vedere sarebbe già molto tarda come ora, per prendere provvedimenti in merito.

Sartori Mirko – Ufficio Stampa e Comunicazione – Agire per il Trentino

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