FAQ – domande frequenti… e le nostre risposte

Le pagina FAQ (frequently asked questions) raccoglie le domande frequenti con le nostre risposte brevi, per non farvi perdere tempo a scriverci o a cercarle nel sito. La pagina FAQ non potrà soddisfare tutte le vostre domande: ce ne sono troppe e sono sempre diverse; ogni giorno nascono nuovi interrogativi, nuove sfumature di domande già note. Per ogni dubbio potete contattarci: contatti

 

Qui i principali argomenti già trattati:

AUTONOMIA

Certamente. E' anche a partire dal senso di responsabilità verso il proprio territorio che nasce AGIRE, che oltre ad essere un movimento territoriale, ha un’anima genuinamente autonomista. I nostri interventi sull'argomento: AUTONOMIA
AGIRE nasce come movimento territoriale autonomista di centrodestra e fin dal suo esordio collabora in maniera determinata con i partiti di centrodestra maggiormente rappresentativi nel Trentino ovvero la Lega Nord e Forza Italia. Manteniamo la nostra natura civica, facendo valere la nostra identità territoriale per affrontare con la necessaria libertà le problematiche locali, mettendo al centro della nostra azione politica le persone, senza però voler giocare in solitaria. In questo senso, con i due partiti nazionali che siedono in Consiglio provinciale abbiamo trovato rispetto, ascolto e considerazione.
Pur guardando con interesse agli accordi internazionali commerciali e di scambio, AGIRE è contrario al CETA considerando la segretezza delle trattative, i rischi per i nostri diritti e per le nostre politiche sociali e l’agricoltura trentina. Il CETA sarà obbligatorio per tutte le autorità territoriali con poteri regolamentari, quindi anche per le Regioni a statuto speciale: alla faccia dell'Autonomia! Scopri di più sulla nostra posizione: CETA
La richiesta di doppia cittadinanza, che di per sé potrebbe costituire un di più, e non qualcosa in meno, così come proposta non riguarderebbe né tutti i cittadini del Trentino Alto-Adige/Sudtirol, ma solo alcuni che rientrano in determinate "caratteristiche" (linguistiche o secondo un criterio di discendenza da dimostrare.) In questi ultimi casi riteniamo rischi di creare “confini interni” e distinzioni tra persone che condividono la stessa quotidianità.

SALUTE

La sanità è uno dei comparti fondamentali della pubblica amministrazione e dei servizi ai cittadini: un settore in cui l'ente pubblico non può pensare di fare cassa, generando utili sulla pelle delle persone. Si tratta di scelte che non nascono da un confronto con il territorio e i professionisti della sanità. Il tutto avviene inoltre con il contemporaneo depotenziamento degli ospedali di valle, delle RSA e ora le guardie mediche, per recuperare risorse per le pazzie fatte in passato, come la Protonterapia, e quelle previste per il futuro, come il NOT. Questi tagli sono un errore che purtroppo pagheranno i cittadini. I nostri interventi: GUARDIA MEDICA
Il centro di Protonterapia rappresenta senza dubbio il modello di come un’opera pubblica non vada realizzata: prima si è costruita, in corsa si è pensato a come gestirla (costo preventivato di 500 mila euro al mese), successivamente si è incolpata Roma per il mancato inserimento nei LEA e ora che questo problema è stato superato la Provincia stanzia 270mila Euro nei prossimi tre anni per “procacciare” pazienti! ll centro, entrato in funzione solo a fine 2014, conta oggi poco più di 300 pazienti trattati quando per poter raggiungere un equilibrio fra entrate ed uscite sarebbe necessario curarne almeno 700 all’anno...
No, non siamo "contrari" ai vaccini, una delle maggiori scoperte scientifiche del nostro tempo e tra le sostanze più testate in campo medico. Siamo semmai contrari ad alcuni tipi di sanzioni e metodi coercitivi. La politica non ha il compito di rivedere i risultati scientifici... ma deve ascoltare la gente e non sottovalutare le preoccupazioni dei genitori. Non dobbiamo diventare il partito pro o contro i vaccini, ma dobbiamo cercare gli strumenti che permettano ai genitori di avere risposte certe. I nostri interventi sull'argomento: VACCINI

IMMIGRAZIONE

L’accoglienza è un valore, ma solo qualora essa poggi su requisiti di ragionevolezza. Il principio dell’accoglienza deve essere calato nella realtà: si possono accogliere solo le persone a cui siamo capaci di garantire una vita dignitosa. I nostri interventi sull'argomento: ACCOGLIENZA
No, non condividiamo la nuova legge perché riteniamo che la cittadinanza Italiana non sia un bene disponibile a soddisfare calcoli politici e logiche ideologiche, ma il traguardo di un percorso vero e non presunto di integrazione. Come dicono tanti figli di immigrati, lo Ius Soli è un "non problema": la tessera sanitaria ce l’hai, il conto corrente puoi aprirlo, a scuola puoi andare. L’attuale legge sulla cittadinanza non è una giungla né tantomeno discriminatoria; ricevere un permesso di soggiorno illimitato è fin troppo facile nel nostro Paese e di conseguenza con lo Ius soli regaleremo letteralmente il passaporto a tutti.

ELEZIONI PROVINCIALI 2018

Le elezioni nazionali del 4 marzo hanno dato una precisa indicazione. Prima di fare nomi è però importante definire da chi sarà costituita la coalizione, alla quale spetta collegialmente il compito di individuarne le caratteristiche, indicare la persona e condividerla. Prima è il caso di partire dalle fondamenta della casa... e solo infine parlare delle tegole!
Fin da giugno 2016, con la presentazione ufficiale del movimento Agire, abbiamo dichiarato senza ambiguità di collocarci nel centrodestra e che i nostri interlocutori naturali sono i partiti che si riconoscono in quest’area. Ad oggi possiamo dire con certezza che saremo in coalizione con Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia e con chiunque si riconoscerà in quest’area. Non pretendiamo di piacere a tutti, ma certo non di potrà dire che non ci siamo schierati chiaramente. I risultati delle elezioni del 4 marzo ci hanno dato ragione, motivo in più per continuare senza esitazioni su questo percorso.
No. Progetti in cui si escludano Lega Nord e Forza Italia non ci interessano, in quanto li riteniamo irricevibili e impraticabili. Senza le due principali forze di centrodestra a valenza nazionale, un progetto localistico non sarebbe credibile. Nelle elezioni 2013 era stata portata avanti un'operazione simile (senza soggetti nazionali) che si è conclusa con un insuccesso, nonostante le condizioni del momento vedessero Lega Nord e Forza Italia ai minimi storici: 6 civiche insieme non raggiunsero neanche il 20%.
I risultati delle elezioni del 4 marzo sono già stati a tutti gli effetti delle "primarie". Non avrebbe senso a questo punto spendere energie per scoprire ciò che gli elettori hanno già espresso molto chiaramente...
Sempre più si conferma che il termine “civica” si sta rivelando un’etichetta, un paravento dietro cui portare avanti la vecchia politica delle poltrone. Da mesi si sente parlare di sindaci pronti a costituire un partito polpettone, ammantato di civismo, dove non si distinguono i sapori ma è funzionale per saziare gli appetiti. Dicono di non essere né di destra né di sinistra, ma c’è da giurarci che prima o poi li ritroveremo tutti a sinistra. Ciò che traspare è la smania di raggiungere posizioni di governo anziché preoccuparsi di promuovere un progetto politico che si occupi veramente della gente. Noi di AGIRE ci siamo da subito presentati come movimento schierato senza ambigità nel centrodestra, consapevoli del fatto che una chiara collocazione politica è necessaria per produrre alleanze altrettanto chiare: collaboreremo con chiunque ricambierà la stessa chiarezza. Qui i nostri interventi: CIVICI
Il ruolo nella famiglia da parte delle donne è fondamentale per esempio per organizzare i figli, per accudire i famigliari, per trovare il punto di equilibrio tra amore e serenità all'interno del nucleo familiare. Speriamo non ci vogliano decenni per riconoscere che è naturale accostare i due vocaboli che ad oggi risultano strani alle orecchie di molti: "donne e politica". Speriamo che non servano decenni per eliminare quel fastidioso nomignolo di "quota rosa" o dover approvare delle leggi perché non è naturale pensare alle "donne e politica". In AGIRE non serve attendere decenni, non esistono "quote rosa", ma attivisti e attiviste che nel rispetto reciproco collaborano insieme condividendo idee e realizzando progetti. Le nostre "donne" hanno ruoli di spessore all'interno del movimento dettati dalle capacità e competenze, apprezzate e riconosciute da tutti. Forse "donne e politica" e " AGIRE per il Trentino e politica" hanno alla fine qualcosa in comune, entrambi sono un eccezionale valore aggiunto per la politica rivolta ai cittadini, per la politica del domani, per la politica dei valori e per quella che è normale avere donne in politica.

FAMIGLIA

Per noi di AGIRE per il Trentino la famiglia è una realtà che origina dall’unione tra un uomo e una donna aperti alla vita. Essa è lo spazio affettivo dove si nasce, si cresce, si sperimenta la cura reciproca in salute e in malattia, il cerchio esistenziale in cui si raccolgono sogni, speranze, delusioni e paure. La famiglia nell’ambiente eterogeneo e divisivo di oggi deve anche trovare luoghi di aggregazione, confronto e conciliazione per superare momenti difficili e solo in apparenza insuperabili. Noi di AGIRE per il Trentino siamo quindi convinti che le politiche di supporto debbano tendere alla condivisione, al risolvere “insieme” per mantenere unita, compatta e sana la famiglia come cellula primordiale della società.
Siamo assolutamente contrari: rappresenta la nuova mercificazione del corpo della donna e una nuova forma di schiavitù femminile. Con l'utero in affitto un uomo può trasformare il suo legittimo desiderio alla paternità in un diritto negando al bambino il più naturale dei diritti: riconoscersi in un padre e una madre. Questo è il punto, un bambino è oggetto o soggetto del diritto?
Ogni persona deve sentirsi legittimata, rispettata, e non giudicata nell’esteriorizzare e vivere la propria affettività. Per noi però la "famiglia" è altra cosa. Pretendere di usare il termine “famiglia” per indicare ogni qualsivoglia forma di unione è una forzatura che impoverisce tutti, aumenta la confusione e non è certamente l’antidoto alla discriminazione.

INFRASTRUTTURE

Da anni associazioni come "Transdolomites" portano avanti con lungimiranza l’obiettivo di una ferrovia che colleghi Trento alla Valle di Fassa, passando per la Valle di Cembra e la Valle di Fiemme, ma con una visione che supera il singolo tracciato, con l’obiettivo appunto di collegare le Alpi, da Venezia alla Svizzera. Mentre Veneto e Provincia di Bolzano procedono spediti con i loro progetti di collegamento dolomitici... Trento sembra guardare dalla finestra, ferma ancora a pensare alle ceneri del progetto Metroland. Noi crediamo e sosteniamo tutti i progetti che nascono dal basso, come la ferrovia dell'Avisio promossa da "Transdolomites", o il progetto "Ring" per collegare la città di Trento con le sue colline. Meno ci affascinano i progetti colossali calati dall'alto, come il "Nordus" tanto voluto dalla Provincia e fondato su dati pompati per giustificarne la necessità....
Non ci opponiamo al completamento della strada della Valdastico, per il semplice fatto che la strada statale 47 della Valsugana è tra le strade più trafficate di Italia. È tempo di fare i conti con la realtà e convintamente, o come male minore, sederci al tavolo con il Veneto e con il Governo: non per ripetere le solite litanie, arroccandoci a difesa della nostra isoletta, ma per rappresentare le istanze dei nostri cittadini e negoziare le condizioni che vogliamo vengano rispettate, a cominciare dall’individuazione del percorso per la realizzazione della bretella tra strada della Valsugana e autostrada della Valdastico.

SCUOLA E ISTRUZIONE

In primo luogo ci batteremo per il riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale, in linea con le tesi portate avanti dal sindacato Delsa già da anni, ed al cui sito rimandiamo per eventuali approfondimenti. Riteniamo poi che la Provincia autonoma di Trento, in qualità di datore di lavoro, abbia disatteso gli obblighi assunti dall'Italia in Europa sul precariato, riportati con chiarezza nella Direttiva 1999/70/CE. Obblighi che impongono a tutti i datori di lavoro, anche pubblici, di non abusare dei contratti a termine oltre i 36 mesi. Pertanto, essendo la Provincia di Trento gravemente inadempiente su questo fronte, noi ci poniamo come obbiettivo la conversione a tempo indeterminato di tuti i contratti che abbiano superato i requisiti previsti dalla suddetta normativa comunitaria.
Siamo fortemente contrari alla “colonizzazione ideologica” dei nostri figli che si serve della scuola per promuovere un’ideologia. L’ideologia gender è contro le cose naturali, è la follia per eccellenza, che nega la realtà delle differenze e promuove l’indifferenismo sessuale tra maschile e femminile. La scuola non deve prestarsi a destrutturare la natura dei nostri figli. Si dice che i migliori maestri sono quelli che ti indicano dove guardare, ma non ti dicono cosa vedere: non trasformiamo la nostra scuola in un luogo dove ai ragazzi venga detto cosa devono vedere.

 

 

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