Ennesimo atterraggio obbligato dell’elisoccorso a Segonzano? Si ripensi il sistema di risposta all’emergenza – di Michael Moser

Negli scorsi giorni abbiamo assistito all’ennesimo atterraggio “di fortuna” dell’elisoccorso in Valle di Cembra. Dopo l’episodio di metà marzo, ancora una volta, la fitta nebbia e la necessità di non correre rischi inutili hanno portato i piloti e l’equipe sanitaria, intervenuti per un malore a Lisignago, alla decisione di atterrare a Segonzano, spegnere i motori e far intervenire un’ambulanza della Croce bianca.
È strano e fa sorridere che, ogniqualvolta si riscontrino dei problemi con il sistema di risposta all’emergenza, l’assessore Zeni sostenga che le opposizioni si “attacchino” ai singoli casi pur di generare allarmismo e creare consenso, ma quando invece è il caso di illustrare la bontà delle decisioni del suo assessorato è costretto ad operare un atterraggio di emergenza proprio su quei singoli casi che depreca tanto.
Noi di AGIRE per il Trentino crediamo che, proprio per l’eccessivo condizionamento che il suo utilizzo trova a causa delle condizioni atmosferiche e per gli ingenti costi che esso comporta, l’utilizzo dell’elisoccorso possa essere motivato solo in caso di vera emergenza.
Per questo motivo riteniamo che sia necessario un recupero ed uno sviluppo del sistema di risposta su gomma, il quale deve ricomprendere una valorizzazione dell’importantissimo apporto dei numerosi volontari che operano in tale ambito.

Michael Moser – Coordinatore di AGIRE per il Trentino in Valle di Cembra e Altopiano di Pinè

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