Disabilità e lavoro, Robbi (Agire): «La crisi continua solo per alcuni, le Cooperative? Una gangrena da curare»

A seguito di una interrogazione provinciale è apparso sulla stampa locale un articolo che fa emergere qualcosa di molto allarmante. Si parla di un aumento di persone con disabilità iscritte nell’elenco previsto dalla legge 68 del 1999 presso i centri dell’impiego, circa 2600 persone, «Un numero che è aumentato a causa della crisi economica, crisi che ha portato in pochi anni al raddoppio degli iscritti», dice l’assessore Alessandro Olivi in risposta alla suddetta interrogazione.

Quello che pare emergere “tra le righe” – afferma Gian Piero Robbi di Agire per il Trentino – di questa risposta all’interrogazione (che ovviamente invito a leggere integralmente) è che ci siano troppi disabili a fronte dei pochi posti di lavoro disponibili, questo a causa della famosa crisi che, a quanto pare, continua a esistere solo per alcuni, i disabili appunto. Se poi parliamo di lavoratrici donne, il dato è ancora più allarmante. In più Olivi conclude dicendo: «Nel 2016 era stato attivato un progetto di lavoro a tempo determinato per 48 persone con disabilità nell’ambito dei servizi alla persona. Progetto che verrà riproposto».

“A tal proposito non posso che confermare un mio pensiero in merito, pensiero che risale ad alcuni anni fa: i vari progetti messi in campo dalla Provincia, sono come la medicina omeopatica, dei palliativi. La politica e la Provincia dovrebbero intervenire sulla gestione scellerata delle cooperative sociali, che per certi aspetti, definisco una gangrena, quelle che si occupano di inserire e assumere i disabili con sistemi che non funzionano, ma evidentemente la stessa Provincia preferisce delegare ed elargire contributi “a pioggia”, ingrassando qualcuno, invece di prendere in mano la situazione.”

“Sarebbe molto semplice sistemare questa diseguaglianza tra lavoratori, – conclude Robbi – ma non c’è la volontà politica di farlo. Si preferiscono progetti che favoriscono l’integrazione a discapito di quelle persone che dall’integrazione non ricavano nulla. Le politiche sociali del centrodestra, in caso di vittoria alle prossime elezioni provinciali di ottobre, avranno come primo obbiettivo da centrare quello di azzerare queste diseguaglianze, intervenendo in modo adeguato sulle cooperative sociali.”

Gian Piero Robbi – AGIRE per il Trentino

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