Dagli alberi abbattuti dal maltempo un’opportunità per le aziende operanti nel settore dei prefabbricati in legno

Considerato che, la tremenda ondata di maltempo di fine ottobre ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione in tutta Italia ed il Trentino ha pagato a caro prezzo la furia della natura, portandosi via addirittura due giovani vite umane e causato centinaia di milioni di euro di danni per i quali è stato chiesto lo stato di emergenza. Tra le immagini che hanno fatto il giro del mondo vi sono quelle delle nostre foreste, con strisce di bosco larghe centinaia di metri completamente rase al suolo dai venti fino a 140 km/h. Qualcuno è arrivato a stimare che nella sola Valle di Fiemme, in poche ore, il vento abbia abbattuto più alberi di quanti ne possano tagliare tutti i boscaioli del Trentino in 3 anni.

Dato che, i tecnici dell’Ufficio foreste della Provincia hanno calcolato, così hanno riportano i media, che si tratterebbe di almeno un milione e mezzo di metri cubi di legname perso nel solo territorio trentino, cifra recentemente aggiornata a due milioni, mentre il numero di piante abbattute, soprattutto abeti rossi, supera inevitabilmente questa cifra. Si stima che ci vorrà circa un secolo perché i boschi tornino come prima, boschi che hanno contribuito a salvare il nostro territorio da disastri ancora più impattanti, ancorando con le loro radici il terreno umido e trattenendo come una spugna milioni di metri cubi d’acqua.

Visto che, questa legna dovrà essere progressivamente rimossa, per preservare la parte utilizzabile a fini commerciali e procedere prima possibile alla sistemazione dei pendii disboscati, ma anche per evitare possibili attacchi di insetti parassiti come il Bostrico tipografo, che con la nuova stagione primaverile potrebbero mettere a rischio anche gli alberi sani, sarebbe un’iniziativa dal forte valore simbolico, ma certamente concreta e utile, se almeno una parte di questi milioni di alberi, tanti dei quali imponenti abeti rossi, potesse essere “recuperata” e restituita alla collettività utilizzandola per la costruzione di casette prefabbricate per la nostra Protezione Civile, proprio come quelle utilizzate anche in passato in situazioni di emergenza.

Constatato inoltre che, la crisi abbattutasi sul comparto dell’edilizia non è ancora del tutto finita tanto che i dati riportati sul portale del Tribunale di Trento, riferiti all’anno 2018 parlano di 55 fallimenti e 13 concordati in continuità aziendale, le opere per il recupero del legname e quelle per l’esecuzione della costruzione di suddette casette potrebbero rappresentare una boccata di ossigeno per le aziende locali. Si potrebbe trarre da tale disastro un’opportunità per le aziende operanti nel settore che hanno sede in Trentino, dando priorità a quelle delle zone interessate dalle calamità. Dalla distruzione provocata dal maltempo, una speranza per il futuro.

il Consiglio della Provincia autonoma di Trento
impegna la Giunta provinciale

a mettere in atto le azioni possibili affinché almeno una parte del materiale boschivo raso al suolo dal maltempo, compatibilmente con le sue caratteristiche e le possibilità di recupero, possa essere destinato alla realizzazione di casette prefabbricate, ad utilizzo della Protezione Civile, o per la costruzione di vere e proprie case in legno laddove vi fosse la necessità di ricostruire una struttura distrutta da eventi calamitosi, con la collaborazione delle ditte trentine specializzate, verificando la possibilità di coinvolgere specialmente quelle operanti nelle zone interessate dalle calamità.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 24 gennaio 2019:

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