Conzatti passa con Renzi, quello di “Via le Regioni a Statuto speciale”? Binelli: “La senatrice si dimetta, basta camaleonti della politica”.

Oggi l’ex Premier Matteo Renzi ha ufficializzato l’uscita dal PD: dopo aver distrutto un partito gli ha dato il colpo di grazia, e finalmente ha deciso di partorire la sua creatura al solo scopo di battere cassa ed ottenere più poltrone possibili dal Governo Conte-bis. D’altronde l’attuale Governo è nato proprio per mantenere le poltrone, e non poteva essere diversamente.

Prosegue quindi il peggior trasformismo della storia della Repubblica italiana e da membri della coalizione di centrodestra siamo inorriditi dalla scorrettezza della sen. Donatella Conzatti, assente durante la votazione per la fiducia al Governo Conte-bis e che secondo alcune autorevoli indiscrezioni (ormai riportate da numerosi media nazionali: Il Sole24 Ore, AGI Italia,Il Fatto Quotidiano…) sarebbe in dirittura d’arrivo verso il partito di Renzi.

Sono mesi che tolleriamo i comportamenti incomprensibili della sen. Conzatti, dalla difesa degli scellerati corsi gender alla recente perorazione dell’accoglienza di massa dei migranti. Ma quest’ultimo atto è a dir poco inaccettabile. Non bisogna però sorprendersi: la sen. Conzatti nel 2013 era nel partito di Monti Scelta Civica, poi è passata alla segreteria del partito di Lorenzo Dellai Unione per il Trentino, dopo ancora ha partecipato alle direzioni di Alternativa Popolare di Angelino Alfano, alla costituzione di Civica Popolare di Beatrice Lorenzin (collocata nel centrosinistra) e quasi contemporaneamente alla costituzione di Noi con l’Italia (collocata nel centrodestra). Infine con un tempismo perfetto, come quello di chi si è scoperto leghista nell’ultimo anno, è approdata a Forza Italia per essere eletta senatrice nel collegio di Rovereto grazie ai voti di quel centrodestra che ogni giorno dimostra di disprezzare. Insomma, ha provveduto a tirare fuori un’identità diversa per ogni stagione, con lo sguardo rivolto ovviamente più a sinistra che a destra.

Rinnoviamo alla senatrice la nostra richiesta di dimissioni: di camaleonti ne abbiamo già visti a sufficienza in politica e non è nelle nostre prerogative vedere anche le “camaleontesse”. Inoltre aggiungiamo un consiglio alla nostra coalizione: si rifletta di più quando si imbarca chi ha dimostrato di avere il vizio del trasformismo, perché in questo momento il Trentino ha appena perso uno dei pochi seggi che ha a disposizione in Parlamento, finito nelle mani di un personaggio come Matteo Renzi, quello che nel suo libro scriveva via le regioni a statuto speciale, o del“Se perdo il referendum io non solo vado a casa, ma smetto di far politica”. La cautela non è mai troppa specialmente in tempi come questi!

Sergio Binelli
Segretario organizzativo di AGIRE per il Trentino

 

L’articolo sul quotidiano “Corriere del Trentino” del 18 settembre 2019:

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