Contrasto all’omofobia, Binelli (AGIRE): “Per la sinistra esiste sempre qualcuno più uguale di qualcun altro.”

Stiamo assistendo negli ultimi giorni ad attacchi continui nei confronti della Giunta provinciale, specialmente verso l’Assessore provinciale alla Salute e alle Politiche sociali Stefania Segnana alla quale va la nostra rinnovata vicinanza e sostegno, in merito alla delibera n. 1300, datata 30 agosto 2019, “Modifica dei criteri e modalità per la concessione dei contributi e la realizzazione di interventi di educazione, promozione e sensibilizzazione approvati con deliberazione della Giunta provinciale n. 578 del 9 aprile 2018 e s.m ai sensi della legge provinciale 18 giugno 2012, n. 13 (Legge provinciale sulle pari opportunità)”.

Al grido di “stiamo tornando al Medioevo”, nuovo mantra proposto dai politici di sinistra e personaggi allineati all’intellighenzia nostrana, li ritroviamo sui social network a insultare gravemente la maggioranza di governo provinciale con epiteti di ogni tipo, ed augurando anche il peggio. E’ il solito copione, di chi si auto-proclama paladino dei diritti e delle libertà, ma spesso e volentieri è l’estremista tra gli estremisti. Tornando alla delibera, la linea della Giunta è molto chiara: essendo cambiata la maggioranza che governa la Provincia, sono legittimamente cambiate le priorità, ma l’impianto delle disposizioni generali -ovvero le pari opportunità tra uomo e donna- non viene minimamente intaccato.

La questione dell’omofobia è diventata ormai una battaglia ideologica delle sinistre, rendendone il significato sempre più diluito e meno definito, tanto più che ad oggi nessuno è stato in grado di dimostrare che in Italia e Trentino gli omosessuali siano in pericolo. Nel 2014 la media di segnalazioni sull’omofobia era di 28 all’anno secondo l’Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori), mentre una ricerca di circa quattro anni fa effettuata dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, in cui sono stati coinvolti più di 1.000 studenti, ha dimostrato che oltre il 75% degli intervistati non ha alcun pregiudizio nei confronti degli omosessuali. A questo si aggiunge anche la realtà: chi vive in Trentino sa bene che la maggioranza dei cittadini non ha pregiudizi nei confronti di nessuno. Ciò non toglie il fatto che vadano combattute sia la violenza sia la discriminazione, nei confronti di tutti, non solo di qualcuno.

La politica non può permettersi di approvare provvedimenti liberticidi solo per soddisfare le succursali del Pd, o solo perché l’Italia non si è adeguata al politicamente corretto mondialista, che ad oggi è risultato inefficace. Chi difende ad esempio le donne di Arcilesbica quando vengono discriminate all’interno del mondo Lgbt, o quando sono state offese gravemente in Trentino per non aver partecipato al Dolomiti Pride? Qualcuno è sempre più discriminato di qualcun altro, qualcuno è sempre più costituzionale di qualcun’altro, qualcuno è sempre più uguale di qualcun’altro.

Sergio Binelli
Segretario organizzativo di AGIRE per il Trentino

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