Centrale unica del 112, un disastro nelle emergenze

Le segnalazioni di disservizi e di malcontento verso la nuova centrale unica d’emergenza continuano. Avere una Centrale unica vuole dire avere un ulteriore passaggio e perdita di tempo in momenti delicati, in cui a volte contano anche i secondi. Si allungano le attese per collegarsi, poi ci sono i trasferimenti di chiamate agli organi competenti e bisogna rispiegare più volte l’emergenza. Il personale risponde da Trento, di conseguenza non può conoscere perfettamente tutto il territorio, sopratutto se vengono utilizzati soprannomi e indicazioni che solo il personale del posto potrebbe riconoscere subito.

Ma torniamo alle segnalazioni. L’ultima è stata quella di un signore roveretano che giorni fa si è recato a Malcesine. Al rientro, all’incrocio all’altezza di Torbole in direzione Rovereto, una macchina viaggiava zigzagando. All’inizio si pensava avesse delle piccole distrazioni, ma dopo ben 4 curve fatte praticamente contromano all’altezza di P.sso San Giovanni, si decide di avvisare il nuovo CUE.

A rispondere è un operatrice di Trento. Il cittadino è ancora in viaggio, quindi deve aggiornare la sua posizione secondo per secondo. L’operatrice però non riesce a stargli dietro non conoscendo la zona. Torbole, P.sso San Giovanni, poi Loppio vicino al Fanum (discoteca), ma l’operatrice non riesce a seguire in maniera tempestiva le località a computer. Quindi gli vengono passate le forze dell’ordine. Risponde un operatore della polizia. Si spiega nuovamente l’accaduto, mentre il conducente della vettura, zigzagando, continua la sua folle corsa, con i veicoli provenienti dalla parte opposta che suonavano e lampeggiavano.

Il tempo passa e nel frattempo per fortuna il delinquente (perché solo in questo modo si può definire una persona che viaggia zigzagando), si ferma al distributore del Mc Donald di Mori. Le forze dell’ordine ringraziano. Il nostro cittadino però all’altezza del Millenium, vede arrivare dietro di sé a forte velocità di nuovo il delinquente che lo sorpassa. Allora richiama il CUE. Risponde un altro operatore che a sua volta lo ritrasferisce alla Polizia. Questa volta riesce a fornire la targa e il modello preciso dell’auto (tra l’altro il personaggio aveva le luci della targa rotte e un fanale stop non funzionante). Si arriva in via Abetone e il mezzo imbocca contromano l’entrata che porta alle Slot Machine, vicino il NeroCaffè e si ferma nuovamente. Ma qui arriva il bello. Dopo due telefonate, due trasferimenti e passati circa 20 minuti dalla prima chiamata, il poliziotto risponde: “Grazie nuovamente per la chiamata. Ma non abbiamo auto a disposizione”. Cosa? Ebbene sì. Polizia senza auto.

Terranova (Coordinatore per Rovereto di Agire per il Trentino) dice: “A questo punto ho pensato di dover riportare all’attenzione di tutti il problema. È la terza segnalazione da inizio anno che mi fanno cittadini. La prima sempre alle Slot Machine di via Abetone, dove ho assistito personalmente al furto in diretta con spaccata, dove mentre i ladri scappavano in macchina, l’operatore mi diceva che erano senza macchina. La seconda volta per una rissa fra Sinti a Lizzana, dove ad un nostro cittadino è stato detto che erano senza auto, e la segnalazione pervenutami stamattina da questo cittadino.

Non è ammissibile che in un territorio, in una città che ormai sfiora i 40.000 abitanti, la sera vi sia solamente una pattuglia dei carabinieri con 2 agenti. La polizia non ha mezzi né personale disponibile e i vigili urbani chiudono il servizio a mezzanotte. Mi chiedo: e se questa persona, si presume ubriaca al volante, avesse fatto una strage, in 20 minuti non si poteva intervenire? Se l’unica pattuglia dei Carabinieri, la volante della Polizia è spesso assente, fosse impegnata e nel frattempo succedesse un’altra emergenza, quale sarebbe l’esito?

AGIRE per il Trentino di Rovereto, chiede immediatamente al Sindaco e al Questore, di intervenire al più presto, aumentando con almeno una pattuglia della Polizia, oppure portando quella dei vigili urbani, fino alle 06.00 di mattina, ora in cui ripartono i turni delle volanti della polizia. Avere 2 persone per 40.000 abitanti è una cosa improponibile, sopratutto dopo i recenti fatti di cronaca e criminalità. Auspichiamo che il sindaco si attivi al più presto per sistemare la situazione. La sicurezza dei cittadini non può rimanere al secondo posto.

“La stessa carenza di personale – ha concluso Terranova – colpisce tutta la Regione e in caso d’emergenza il tempo è un fattore primario, con questa nuova soluzione i tempi si allungano notevolmente. Per fare le cose in stile “americano” bisogna avere personale e strutture adatte, nel nostro caso tutta l’organizzazione lascia notevolmente a desiderare e visto che ci sono in ballo vite, bisogna intervenire d’urgenza, almeno qui, la Centrale Unica avrebbe senso se gestisse direttamente gli interventi, come capita negli USA. Qui è un doppione che fa solo perdere tempo prezioso.

L’unica soluzione, secondo noi di Agire, sarebbe creare una centrale interforze, con carabinieri, polizia, VV. FF., 118, VV.UU. e G.d.F. tutti insieme. La Provincia potrebbe creare una centrale interforze in una struttura idonea e sorvegliata. Quello che hanno costruito dimostra ancora una volta che si spendono i soldi pubblici senza conoscere la materia.”

Stefano Terranova – Coordinatore di Agire per il Trentino per Rovereto

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 26 agosto 2017:

Esito dell'Iniziativa

 

Comunicato di Stefano Terranova – Coordinatore di Agire per il Trentino per Rovereto, inviato ai media locali il 25 agosto 2017.

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