Caso Waris, Castellini (AGIRE per il Trentino): “I nodi vengono al pettine.”

Sul caso Waris, dopo l’interrogazione del cons. prov. Claudio Cia (nella quale si chiedeva che la situazione di questa azienda venisse monitorata costantemente, viste le agevolazioni concesse dalla Provincia autonoma di Trento e da Trentino Sviluppo) si vuole ribadire, in base ai fatti attuali, l’inadeguatezza degli assessori provinciali che solo per un po’ di pubblicità dilapidano soldi dei cittadini senza curarne le conseguenze. Le risposte patetiche che abbiamo ricevuto non coincidono con la reale situazione, e non si doveva essere dei maghi per capire il futuro di tale azienda ma bastava semplicemente conoscere e valutare i precedenti.
Ed eccoci ad oggi: lo scorso 4 aprile 2018 i dipendenti esasperati hanno indetto un’agitazione nella quale hanno rivendicato gli stipendi arretrati oltre che parte della 13esima non ancora ricevuta; inoltre chi aveva aderito a Laborfonds non beneficia dei versamenti da più di un anno. La Waris infine è stata chiusa dal 21 al 28 marzo per problemi interni, mentre il 27 marzo gli operai hanno consegnato agli amministratori una richiesta di pagamento per costituzione in mora ma questi si sono rifiutati di firmarla in mancanza dell’approvazione del “titolare” Ermanno Pizzini (lo stesso Pizzini che non risulta nell’atto costitutivo della società).
Ricapitolando: la Provincia e Trentino Sviluppo hanno stipulato un accordo in data dicembre 2016 con la Waris che prevedeva la totale ristrutturazione dell’immobile ex Italpump al costo di 1,500,000 €; nel contempo l’azienda si impegnava, firmando un protocollo, a pagare un regolare affitto, ad assumere nel primo triennio altro personale fino ad arrivare a 51 Unità lavorative, a rinnovare le linee produttive e la ricerca e sviluppo per l’innovazione tecnologica del prodotto. Al momento i dipendenti sono una trentina e nulla è stato fatto riguardo agli altri punti, e la Waris a inizio 2018 ha cambiato totalmente i proprietari. Viene da chiedersi se l’Ass. Olivi e i vertici di Trentino Sviluppo non siano al corrente di tutto questo e come sia possibile che soldi dei cittadini vengano amministrati sempre con deplorevole leggerezza.
Riteniamo che questa vicenda necessiti di chiarimenti adeguati per il rispetto di tutti, quindi AGIRE intende portare in consiglio una nuova interrogazione con dati realistici e preoccupanti, augurandoci che questa volta la risposta non sia evasiva e banale come la precedente: Olivi & C. dovranno prendersi a carico il problema attraverso i documenti che presenteremo, e intervenire di conseguenza perché il protocollo firmato non ha niente a che vedere con la situazione attuale.
Grazia Castellini – Coordinatrice territoriale di AGIRE per il Trentino – Valli Giudicarie

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