Caso Folgarida-Marilleva e utilizzo del denaro pubblico: dal modello “a fondo perduto” all’investimento sul territorio

E’ indubbio che anche i cittadini abbiano partecipato all’asta per aggiudicarsi la Folgarida Marilleva, e può darsi lo abbiano fatto nell’inconsapevolezza, ma resta un dato di fatto: se l’asta fosse stata vinta dalla finanziaria Beneventana… come avrebbe reagito la cittadinanza?

“L’autonomia – secondo Sergio Manuel Binelli, coordinatore esecutivo di Agire per il Trentino – ci pone in una condizione di favore rispetto alle altre Regioni sicché, ove possibile, è giusto poter sfruttare al meglio tutte le risorse disponibili al fine di poter garantire che una struttura quale quella in oggetto rimanga a tutti gli effetti in “casa nostra”.”

“In fin dei conti quando il consigliere provinciale Filippo Degasperi (Movimento 5 Stelle) ci dice che l’operazione è stata fatta per “tenere al coperto le fascine di qualche imprenditore” sbaglia di grosso se quel qualche imprenditore presenta da anni i bilanci in attivo e i conti in ordine; di conseguenza non si capisce per quale motivo di fronte ad una imprenditoria funzionante non si possa scendere in campo con del denaro pubblico per poter scongiurare futuri problemi finanziari e di lavoro: perché questo non sia il caso lo dice la serietà di Funivie Madonna Campiglio che si è esposta per quanto nelle sue possibilità mentre il resto da un insieme di partecipate e da privati.“

Il vero punto peraltro non è l’utilizzo di denaro pubblico in generale ma, come è stato specificato nel nostro comunicato stampa di venerdì 4 agosto, se, a fronte di una esposizione di tale portata v’è un business plan cioè un piano di sviluppo; il denaro pubblico se ben gestito è un volano fondamentale per aumentare la ricchezza del territorio e per fare impresa da cui trarre lavoro.

“Non solo: si è parlato poi di  “rischi che la cosiddetta imprenditoria non si vuole assumere” e questo è un altro esempio delle scarse capacità dei grillini – aggiunge Gian Piero Robbi dell’Ufficio Stampa di Agire per il Trentino – che mirano ad assumersi la responsabilità di guidare la Provincia visto che “la cosiddetta imprenditoria”, grazie anche e non solo a questo Governo provinciale, si trova puntualmente di fronte ad una burocrazia demoniaca che arriva a obbligare gli imprenditori a più di 40 procedimenti di controllo annui, a dover pagare il 25% di tasse in più rispetto ad altre realtà europee e che paga il costo del lavoro almeno un 15% in più sempre rispetto ad altre realtà europee.”

“La questione principale – ha concluso Binelli – non è quindi quello dell’utilizzo di denaro pubblico ma se la Provincia è nelle condizioni di poter garantire alla neo nata società un futuro snello da burocrazia, tasse e tutto quello che possa in un qualche senso impedirne lo sviluppo; AGIRE per il Trentino non a caso nel programma propone una radicale riforma della Pubblica Amministrazione con evidenti snellimenti della burocrazia che se applicati portano ad un abbassamento delle tasse, delle imposte e della spesa corrente.”

“Suona oltretutto in modo strano – secondo la nota – ciò che dichiarano i pentastellati vista la loro propensione all’utilizzo di denaro pubblico attraverso il reddito di cittadinanza che, come noto, si basa per l’appunto sull’utilizzo di denaro pubblico a fondo perduto quando invece in questo caso si tratta di investire denaro per sviluppare strutture che in futuro possano garantire reddito a numerosissime famiglie trentine.”

Sergio Manuel Binelli, Gian Piero Robbi

Esito dell'Iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 5 agosto 2017.

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Folgarida Marilleva, Binelli e Robbi (Agire): Ecco perchè i 5 stellle non possono governare

 

 

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