Aumentare la tassa di soggiorno, è la soluzione giusta? – di Cristina Santi

Leggo sui quotidiani di questi giorni un primo bilancio degli operatori turistici locali sulle presenze nell’Alto Garda, in questa stagione caratterizzata da un’estate sorretta poco alla clemenza metereologica, dalla riapertura di destinazioni africane a basso costo, dai mondiali di calcio e dalla crisi economica non ancora pienamente superata.
Pare che nonostante tutto nel Garda Trentino (stando ai dati citati dal Presidente dell’APT Marco Benedetti) alla fine non va poi così male.
E’ noto che gli operatori vorrebbero sempre stagioni eccellenti, ma purtroppo il settore turistico è influenzato da moltissimi fattori, non esistono regole, e quelle che ci sono spesso e volentieri vengono e smentite. La ricetta turistica di successo non c’è, o semplicemente fino a qualche anno fa tutto era più facile, oggi gli ospiti sono sempre più esigenti, sono sempre più “connessi”, non basta più avere il lago con i suoi paesaggi suggestivi, la possibilità di fare escursioni in bicicletta e a piedi, respirare aria buona e visitare borghi suggestivi…
Ci si rende purtroppo conto che il nostro turismo è di livello medio basso, gli ospiti sono attenti a spendere in modo contenuto ma allo stesso tempo hanno richieste sempre più attente e precise, abbiamo molta “quantità” ma poca “qualità”.
E’ chiaro che dobbiamo riflettere su questo, ed è chiaro che la soluzione non è facile, ma non condivido l’idea che aumentando la tassa di soggiorno si aumenta inevitabilmente il livello qualitativo degli ospiti perché incassando di più, ci sono più risorse da investire.
La prima considerazione che mi viene da fare è che la tassa di soggiorno che si paga nella mia città, Riva del Garda va da un minimo di 0,80 € a un massimo di 2,00 € al giorno, ed è perfettamente in linea con le località turistiche più in voga, parlo di Porto Cervo, S.Vito Lo Capo, Marina di Pietrasanta, Capri, Sestriere per citarne alcune…
Personalmente non ritengo che questa sia la politica più corretta per far migliorare il livello qualitativo, anzi probabilmente facciamo scappare quelli che ancora arrivano nonostante tutto, perché a noi quello che manca è una visione strategica, una pianificazione turistica di lungo periodo.
Usciti dall’autostrada del Brennero per arrivare sul Garda, nei mesi estivi si fa quasi sempre colonna (manca il collegamento Loppio– Busa), la mia città è un proliferare di insistenti mendicanti, accattoni e questuanti (li trovi fuori da tutti i supermercati, fuori dalle Chiese, alle “porte” di entrata del centro storico).
Abbiamo snaturato il centro, non ci sono più le botteghe caratteristiche ma solo grandi centri commerciali, il negozio tradizionale è stato sostituito dalle catene di affiliazione commerciale (franchising), e se non sono i centri commerciali o le catene, sono i negozi cinesi che crescono a dismisura, oggi hanno monopolizzato una delle più belle vie del centro storico, via Fiume…
Siamo proprio sicuri che la soluzione a tutto questo sia aumentare la tassa di soggiorno??

Cristina Santi – Coordinamento dell’Alto Garda – Candidata di Agire per il Trentino

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