Assunzioni di giovani in Provincia: si eviti l’effetto “Hunger Games”…

Nell’ultima seduta dell’anno la Giunta Rossi getta la maschera. Un quotidiano locale ci informa che la Provincia “torna ad assumere” attraverso un bando di concorso per 42 posti riservati agli under 32, più altri 15 in Azienda Sanitaria. Si prevede che l’assunzione avvenga con contratto di formazione e lavoro, al termine del quale verranno inquadrati a tempo indeterminato come funzionari di categoria D (il più alto livello di inquadramento non dirigenziale), e andranno a implementare la macchina burocratica della Provincia con i suoi quattromila dipendenti in un comparto pubblico trentino di oltre trentottomila unità.

L’intento è condivisibile: formare una nuova generazione di funzionari provenienti da indirizzi di studi e professionalità diverse, dal settore del diritto a quello dell’economia, senza dimenticare, sociologia, ingegneria e informatica.

Due aspetti lasciano però perplessi: innanzitutto la procedura di selezione, che oltre alla pre-selezione iniziale, prevede prove scritte e orali nelle quali verranno testate anche le “attitudini relazionali”, espressione piuttosto vaga che rischia di diventare un criterio molto discrezionale e poco oggettivo per l’individuazione dei “vincitori”, che, come è probabile prevedere, saranno scelti in una platea di decine se non centinaia di candidati.

La seconda cosa che lascia perplessi è la scelta del limite massimo d’età: il concorso è infatti riservato agli under 32. La scelta non convince, soprattutto a fronte di altre scelte fatte nel recente passato su analoghi strumenti di accesso al lavoro. Ci riferiamo in particolare all’accordo sindacale che istituiva, un paio d’anni fa, la “Staffetta generazionale” o patto generazionale al fine di favorire l’occupazione giovanile, accompagnare i lavoratori anziani verso la pensione, garantendo un passaggio di conoscenze ed esperienze tra generazioni, e che prevedeva l’erogazione di un contributo alle aziende per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. Perché ora ci si ferma a 32 anni?

I dati forniti nella recente nota congiunta di Ministero del lavoro, Inps, Istat e Inail, indicano che nel terzo trimestre dell’anno l’occupazione giovanile è in calo, specie quella degli under 35 (-1,1 % rispetto al trimestre precedente), e che gli italiani, grazie soprattutto alle inique scelte del governo Renzi, rischiano sempre più di diventare una popolazione di precari, se non addirittura una “generazione voucher”.

Tali dati devono indirizzare la politica, anche quella provinciale, verso scelte di maggior inclusione, che consentano la partecipazione anche a coloro che hanno più di 32 anni. Garantendo naturalmente una procedura di selezione “oggettiva”, improntata alla meritocrazia e libera da arbitri o discrezionalità assolute ed incontrollabili. A sostengo di quanto affermato si ricorda pure che l’Europa si è espressa a riguardo, vedasi la direttiva 2000/78/CE che richiede una finalità legittima per potersi parlare di disparità oggettivamente e ragionevolmente giustificate. In modo più fermo si è pronunciata la Corte di Giustizia, sez. II, sent. n° C-416/13, auspicando l’espressa abolizione del limite d’età nei concorsi.

​Il rischio altrimenti è di generare un effetto “Hunger Games”, dove i giovani tributi si contendono la vittoria in un improbabile reality show dove le condizioni vengono manovrate dall’esterno.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. per quale motivo si sia prevista, quale età di accesso al concorso, quella dei 32 anni, quando altri strumenti in tema di politica del lavoro, come ad esempio la Staffetta generazionale, prevedono età più elevate di accesso al lavoro;
  2. se non ritenga di elevare tale soglia d’età, al fine di consentire a tutti coloro che ne abbiano titolo di poter concorrere egualmente, valorizzando capacità e merito;
  3. se non ritenga di improntare il bando di concorso a criteri oggettivi, eliminando il riferimento alle “attitudini relazionali”, che odorano tanto di scelta arbitraria e che mal si adattano ad una “pubblica” selezione del personale.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 30 dicembre 2016:

Esito dell'Iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 29 dicembre 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 3878/XV

 

 

Risposta ricevuta il 20 febbraio 2017: risposta interrogazione 3878 – Assunzioni di giovani in Provincia

 

 

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Claudio Cia, la Giunta Rossi getta la maschera, come volevasi dimostrare

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