Sulle assunzioni di disabili la Provincia comunica “nessuna violazione”. AGIRE: “Noi crediamo ai dati dell’Agenzia del Lavoro”

Apprendiamo da una nota dell’Ufficio stampa della Provincia Autonoma di Trento (pubblicata ieri sera, insolitamente alle ore 19:45) e riportata anche dai quotidiani locali odierni che: “con riferimento alle notizie apparse […] si precisa che sia la P.A.T., sia l’A.p.s.s. e gli altri Enti/Fondazioni citati risultano ottemperanti per quanto riguarda la copertura della quota di riserva prevista dalla normativa sulle assunzioni di lavoratori disabili”.

Il comunicato non smentisce i dati presentati durante la conferenza stampa di AGIRE per il Trentino e As.Tr.I.D. ONLUS che, come sottolineato, fotografano la situazione al 31/12/2018 e, come riportato nella legenda dei prospetti informativi pubblicati dall’Agenzia del Lavoro e presi come riferimento, rappresentavano quanto dichiarato dai datori di lavoro al 31 dicembre 2018, e che pertanto potrebbero risultare non aggiornati con eventuali modifiche intervenute nel corso dell’anno corrente, ad esempio in occasione di assunzioni, autorizzazioni all’esonero o alle compensazioni territoriali, cessioni di attività, variazioni della quota d’obbligo o Convenzioni di programma.

Detto questo, tenendo conto che la stipulazione di una Convenzione avrebbe azzerato almeno sulla carta le scoperture a carico della Provincia Autonoma di Trento, viene naturale chiedersi quando sia stata stipulata questa convenzione pluriennale dalla P.A.T. visto che i dati dal 2017 al 2018 sono peggiorati e che il prospetto informativo pubblicato il 31/12/2018 dall’Agenzia del Lavoro non dava evidenza di tale atto. Anche per le altre realtà prese in esame (A.p.s.s., Fondazione Mach e Bruno Kessler, Università di Trento) valgono le medesime considerazioni.

Tra l’altro risulterebbe quantomai contraddittoria la firma di una convenzione che pone delle notevoli restrizioni al datore di lavoro pubblico, dopo aver affermato che: “Il numero di posizioni scoperte rispetto alle quote d’obbligo che è stato evidenziato è quasi esclusivamente riferibile alla mancanza di persone con disabilità con titoli di idoneità al ruolo di docente della scuola a carattere statale, iscritte nell’elenco della L- 68/99 e con potenzialità lavorative idonee a svolgere detta mansione”, visto che, la convenzione citata dall’Ufficio Stampa della P.A.T., pone dei limiti ulteriori all’individuazione di personale adeguato al ruolo (* si riportano a lato tali limitazioni).

Potrebbe essere inoltre interessante comprendere quali siano i “numeri reali” visto che, dopo aver affermato di risultare ottemperante, l’Ufficio stampa della P.A.T. sembra contraddirsi confermando le scoperture evidenziate da AGIRE per il Trentino e As.Tr.I.D. ONLUS nella conferenza stampa (cit: “Infatti, delle 588 posizioni che risultano scoperte nel 2018, la stragrande maggioranza sono riferibili a ruoli di personale docente della scuola a carattere statale…”). O ancora, dopo aver autocertificato “Nessuna violazione della quota di riserva da parte della Provincia” il comunicato PAT si chiude affermando che la Provincia “valuterà in ogni caso attentamente i numeri emersi e si impegnerà a promuovere azioni di miglioramento per la copertura delle posizioni riservate al personale disabile presso le Amministrazioni del territorio”.

Tutto ciò precisato, sia AGIRE per il Trentino, sia As.Tr.I.D. ONLUS, ribadiscono di aver presentato dati ufficiali dell’Agenzia del Lavoro e prendono atto della convenzione in essere, augurandosi che non sia un diversivo per mitigare la realtà, conferendo concretamente dignità a moltissime persone disabili e alle loro famiglie. Rimane il dubbio che tale inusuale comunicato della PAT sia stato elaborato non tanto rassicurare i cittadini con disabilità, ma più che altro per mettere al riparo chi negli anni scorsi doveva vigilare e non lo ha fatto.

Claudio Cia – Segretario Politico di AGIRE per il Trentino
Marcello Decarli – Presidente As.Tr.I.D. ONLUS

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