Agire per il Trentino torna a farsi sentire sul CETA

Lo fa per voce del neo-coordinatore organizzativo Sergio Manuel Binelli, il movimento di centrodestra autonomista torna a ribadire la propria contrarietà all’accordo commerciale e di scambio firmato fra l’Unione Europea e il Canada, un atto che secondo le parole di Binelli “andrà ad ammazzare le nostre politiche sociali, condizionerà fortemente il procedimento legislativo e, peraltro, è stato approvato con metodi molto discutibili e incompatibili con un sistema democratico”.

Spiegando brevemente i passi che sono stati compiuti da AGIRE negli ultimi mesi, dal tentato confronto con l’unico europarlamentare eletto nel Trentino Alto Adige (l’onorevole Herbert Dorfmann della SVP) al sempre tentato dialogo con i senatori e con i capigruppo parlamentari eletti in regione, Binelli prosegue dicendo che il prossimo traguardo sarà “sostenere le manifestazioni pacifiche che si stanno tenendo da parte di associazioni, comitati e movimenti politici al di fuori del Parlamento”.

Infine si è parlato anche di autonomia: secondo l’articolo 27 del CETA tale Accordo sarà obbligatorio per tutte le autorità che hanno un potere regolamentare; quindi questo varrà anche per la nostra Regione, in quanto nel testo non c’è nessuna considerazione per le autonomie speciali e locali.

Non poteva mancare poi il consueto siluro: il PD è stato uno dei grandi sponsor del CETA, ma il PATT e l’UPT dove sono? Si sono accorti che un senatore eletto nella nostra Regione (Francesco Palermo) e che siede nel Gruppo delle autonomie al Senato (lo stesso di UPT-PATT e SVP) la settimana scorsa ha votato contro la sospensiva del CETA in Commissione Affari esteri?”

In seguito non è nemmeno tardata la replica di Binelli alle parole di Elisa Filippi (PD Trentino), intervenuta in proposito sulla stampa locale: “Leggendo il commento di Elisa Filippi vengono confermate ampiamente le nostre parole: il Partito Democratico è il più grande sponsor del CETA. La Filippi, felice quanto il sen. Pierferdinando Casini, si è dimenticata di spiegarci che il CETA sarà obbligatorio per tutte le autorità territoriali con poteri regolamentari, quindi anche per le Regioni a statuto speciale dal momento che non vi è la minima considerazione per le autonomie (almeno con il referendum di Renzi un surrogato di clausola l’avevano); non ci ha nemmeno citato il fatto che le privatizzazioni e le liberalizzazioni verranno portate all’ennesima potenza senza il minimo rispetto verso aree importanti per le nostre politiche sociali, come la salute e l’ambiente; tralasciati anche il cambiamento degli standard qualitativi degli alimenti che ci porterà a mangiare un sacco di porcherie, come anche il famigerato arbitrato (ISDS) e la cooperazione delle regole che condizioneranno fortemente il nostro procedimento legislativo, il rischio di 600.000 licenziamenti… quindi di cosa sta parlando Elisa Filippi? Solo una cosa ha azzeccato, i soldoni che porterà il CETA… alle lobby!

E poi finiamola con questa storia dei formaggi: i Canadesi hanno affermato che, in riferimento alle quote di importazione dei formaggi, il 60% di questa quota aggiuntiva è riservata ai produttori e trasformatori lattiero-caseari domestici; in Europa si teme che questa quota non verrà mai utilizzata e così sarà poco il formaggio “nuovo” che insidierà davvero i loro prodotti nazionali. Inoltre le opposizioni in Quebec hanno vincolato la ratifica a un fondo di compensazione per le probabili perdite del settore lattiero-caseario, forse dovuto anche alla dura reazione che il settore lattiero-caseario canadese avrebbe avuto alla notizia del cambio di regime.

Quest’intervento da parte un membro della Direzione nazionale del PD ci porta solo ad una conclusione: il PD Trentino ormai ha assorbito la completa disperazione del PD nazionale! Potranno cambiare facciata, ma la sostanza rimarrà sempre la stessa.”

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