Acciaierie Valsugana: i buoi sono scappati… chiudete le porte della stalla!

Il futuro delle Acciaierie Valsugana di Borgo è tornato improvvisamente nero dopo che il gruppo algerino Cevital, che ha acquisito anche la Lucchini di Piombino, sembra voler desistere dall’acquisto dello stabilimento trentino, ora in mano agli svizzeri della Klesch. Questi ultimi impiegano più di 4500 persone in 40 sedi, in più di 16 paesi diversi. Creando la Leali Steel spa, subito entrata in regime di concordato, e affittando quel ramo dell’azienda, così da mantenere i 102 dipendenti di Borgo, Klesch a fine anno scorso ha acquistato l’azienda.

Subito si è però profilata una situazione debitoria insostenibile, con lavoratori e famiglie nuovamente in balia di una politica occupazionale provinciale che pare non riuscire mai a trovare il bandolo della matassa quando si tratta di ricordare alle aziende le proprie responsabilità, di essere cresciute grazie all’apporto delle maestranze trentine, di aver sfruttato infrastrutture, ambiente e opportunità offerte dalla nostra Provincia.

Quando i buoi sono scappati è facile dire «chiudiamo le porte della stalla», ma pare che questa sia l’unica azione di fronte ai furbetti dell’alta finanza, quelli che non conoscono persone, ma solo numeri e conti che debbono tornare, sempre a loro favore. La politica dovrebbe piuttosto saper valorizzare le competenze e la professionalità che molti trentini si sono conquistati, accettando magari stipendi più bassi, resistendo alla tentazione di emigrare.

Si interroga per sapere quale futuro si prospetta per i lavoratori delle Acciaierie Valsugana alla luce della nuova situazione, e come intende attivarsi la Provincia per tutelare i lavoratori.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “Trentino” dell’1 febbraio 2017:

Esito dell'Iniziativa

 

Interrogazione a risposta immediata in aula presentata il 25 gennaio 2017.

 

Risposta ricevuta nella seduta del Consiglio provinciale del 31 gennaio 2017: risposta interrogazione 3994 – Acciaieria Valsugana

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Acciaierie Valsugana: nuovamente a rischio 102 posti di lavoro

 

 

2 commenti

  1. E’ inutile alla causa fare i moralisti con i “furbetti dell’alta finanza”; i rapporti di forza sono ciò che realmente conta. Quindi, poiché numerosi sono i casi di fallimento della politica provinciale che dovrebbe assicurare occupazione dopo che ingenti finanziamenti pubblici hanno indotto i furbetti a tentare l’avventura italica, si dovrebbe rivolgere l’attenzione ai responsabili dell’assessorato competente. Ma non commettere l’errore di essere troppo comprensivi o indulgenti. Gli esempi “Valle del Chiese” e quello recente di Borgo sono sufficienti (in aggiunta ai precedenti) a mettere in croce gli incompetenti. C’è da chiedersi perché mai questi misfatti (di spreco ripetitivo di pubbliche finanze) non vengano usati per una azione legale.

  2. A seguito commento precedente. L’assessore Olivi mette le mani avanti e ci tiene ad evidenziare che la Provincia non ha speso alcun euro per la questione Klash. Ma la questione Klash è solo una parte minore della faccenda. L’assessore Olivi dovrebbe dirci se in Provincia c’è un organismo in grado di valutare con competenza un piano industriale. Se non c’é e ci si affida alla consulenza esterna, ci faccia sapere se vi sono garanzie di affidabilità. Gli auspici, ai quali anche Olivi ricorre, altro non sono che velate dichiarazioni di impotenza o incapacità.

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