A Levico cannone spara profumo e prodotto irrorato di natura dubbia

Da segnalazioni dei cittadini apprendiamo che per ovviare ad un problema di odori molesti provenienti dall’impianto di depurazione di Levico Terme e che mette in particolare disagio gli operai del vicino CRM e i cittadini che vi conferiscono i rifiuti urbani, qualcuno ha pensato di installare un diffusore di deodorante, una sorta di cannone spara profumo, del tipo identico a quelli che vengono usati per innevare con neve artificiale le piste da sci.

Mi è stato riferito anche di un episodio che sarebbe occorso ai danni di un operaio del CRM, che avrebbe accusato bruciore agli occhi in seguito ad una “sventata” di quel profumo e ne avrebbe subito informato il responsabile del CRM. Ad oggi risulta che non sia stata sodisfatta la richiesta di visionare la scheda tecnica del prodotto che veniva irrorato sopra le vasche di essicamento dei fanghi che a Levico vengono smaltiti da altri depuratori.

Oltre al CRM, tutto intorno alla zona interessata da quella operazione “deodorante”, vi sono campi di mais che avranno probabilmente una finalità alimentare. Ma ciò che più incuriosisce lo scrivente e che motiva la presente interrogazione è che quando la questione è divenuta pubblica si sia provveduto immediatamente a fermare l’impianto deodorante.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. chi, nel caso, abbia autorizzato quella operazione, e se vi sia stata una minima valutazione dell’impatto che tale “soluzione” poteva avere;
  2. se si sia a conoscenza che presso l’impianto di depurazione di Levico Terme si sono adottate misure per contrastare l’odore molesto prodotto da quella specifica lavorazione.
  3. se sia stata preventivamente informata la popolazione, o comunque i cittadini che debbono recarsi al CRM per il conferimento dei rifiuti urbani;
  4. se il prodotto utilizzato per abbattere gli odori molesti è dotato di scheda tecnica e in tal caso si chiede copia;
  5. perché, se si era certi dell’assoluta innocuità del prodotto irrorato, si è deciso repentinamente di chiudere l’impianto non appena la questione è divenuta pubblica;
  6. quali costi sono stati sostenuti per installare il diffusore di deodorante e quali per il prodotto irrorato.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 13 ottobre 2016:

Cia sul caso del cannone sparaprofumo

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa cookie tecnici e di terze parti per la raccolta in forma aggregata di dati anonimi che permettono di migliorare la fruibilità dei contenuti. Cliccando su "accetta", acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni e su come eventualmente disabilitare i cookie consultare l'informativa: cookie e privacy policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi