5 marzo 2018, il rischio di instabilità incombe: gli italiani vogliono concretezza, sicurezza e stabilità.

Finalmente, dopo sei anni di governi prima tecnici e poi politici ma senza un vero consenso da parte dell’elettorato, l’Italia potrebbe avere un governo davvero legittimato dal popolo. Sarebbe un bel regalo di compleanno. Tuttavia, non è detto che si possa arrivare a quest’esito e già c’è chi mette le mani avanti.

In primis, Silvio Berlusconi. Di recente, incalzato da una giornalista di RaiNews24, il leader di Forza Italia ha affermato che se dal voto non emergeranno le condizioni per costruire un esecutivo forte e stabile, sarà meglio tornare al voto, anziché creare alleanze con partiti di visione opposta. Berlusconi, comunque, è convinto che il centrodestra ce la farà.

Dello stesso avviso è il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi: “La penso come Berlusconi, se non ci sono le condizioni è giusto che si torni a votare. Noi con gli estremisti al governo non andremo mai. Il nostro obiettivo è arrivare primi”. Insomma, la frammentarietà che sta colpendo la sinistra (tra PD e LEU i litigi sono quotidiani: Pierluigi Bersani ha recentemente detto che non ci saranno ammucchiate con Renzi) e i tanti mal di pancia all’interno del Movimento 5 stelle, potrebbero portare a una nuova situazione di instabilità in Italia che, di certo, peggiorerebbe le sorti del nostro Paese.

Stando ai sondaggi, l’unica ancora di salvezza potrebbe essere la netta vittoria di Berlusconi/Salvini/Meloni così da assicurare all’Italia un governo con i numeri idonei in Parlamento. Tuttavia, il timore che non si possa concludere nulla fra un mese ci sono, affossando già da subito il Rosatellum. In più, molti italiani nutrono ancora tanti dubbi su chi votare, perché stanchi di credere alle promesse elettorali che, poi, vengono disattese una volta proclamati i vincitori. Ciò che vogliono è concretezza, sicurezza e stabilità.

AGIRE per il Trentino, che non corre per le Politiche, sosterrà in pieno la coalizione del centrodestra locale: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, sperando che, a livello nazionale, si raggiunga quel fatidico numeretto per poter dare un Governo stabile al paese (316 seggi per la Camera e 158 per il Senato). Non ci resta che attendere la notte del 4 marzo per capire se l’Italia potrà davvero ripartire oppure perseverare nell’agonia dei compromessi politici.

Gian Piero Robbi – Agire per il Trentino

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